Un PO di Teatro 2016

Il Bando

Il Comitato Regionale della FITA Piemonte organizza per l’anno 2016 la prima edizione del premio “Un PO di Teatro
Il concorso è riservato alle compagnie iscritte alla FITA operanti in Piemonte.
Sono previsti 4 premi: Migliore Regia, Miglior Attore, Migliore Attrice, Miglior Spettacolo
Ai vincitori di tutte le categorie andrà una targa/trofeo offerto da FITA Piemonte.
Il vincitore del premio come migliore spettacolo riceverà anche un premio di 400,00 Euro e la possibilità di partecipare al
Gran Premio del Teatro Amatoriale, ll premio indetto dalla FITA a livello nazionale.
Gli spettacoli devono avere una durata minima di 70 minuti e devono essere essenzialmente in lingua italiana, ma, ovviamente, sono concessi inflessioni o intercalari dialettali.
Le compagnie che intendono iscriversi devono indicare almeno una rappresentazione dello spettacolo a cui i giurati della commissione possono assistere e fornire un filmato dello spettacolo su supporto digitale.
Nel caso in cui due o più spettacoli si tengano contemporaneamente, o di impossibilità di qualcuno dei giurati ad assistervi direttamente, la visione del filmato permette ai giurati di esprimere comunque il loro giudizio.
La partecipazione al Gran Premio del Teatro Amatoriale avviene esclusivamente atraverso il filmato dello spettacolo. È per questo motivo che da questo anno tra i criteri di giudizio è stata inserita anche la qualità  tecnica ed artistica del filmato.

Le compagnie partecipanti

Boheme – Carovana

Titolo: Q-Club
Autore : Robert Lopez e Jeff Whitty
Traduzione italiana a cura della Compagnia La Carovana
Regia : Sebastiano Marano

Note sull’opera
I protagonisti del musical sono vicini di casa in un condominio di Avenue Q, una strada della periferia di New York.
Le vicende personali dei protagonisti s’intrecciano l’una con l’altra, portando alla ribalta alcuni temi critici della società americana di oggi: la disoccupazione, l’omosessualità, il razzismo, la pornografia su Internet.
In perenne difficoltà, i protagonisti del musical sono alla continua ricerca di uno “scopo” nella vita e coltivano ciascuno un sogno di riscatto.
L’uso da parte dei protagonisti di un linguaggio apertamente volgare e politicamente scorretto contribuisce a creare un effetto ironico.

Personaggi e interpreti
Princeton – Sebastiano Marano
Kate – Donatella Demarco
Nicholas – Andrea Dho
Rod – Paolo Chiarinotti
Bryan – Matteo Castagno
Vigilia – Sara Zanetta
Raffa – Cristina Musu
Trackie – Maurizio Cerutti
Lucy – Martina Invernizzi
Felicia – Nicoletta Montibelli
Lavinia P – Alessandro Falzea
Netturbini – Maria Teresa Iadarola, Rachele Cortesi, Evelyn Belossi, Luisa Rumolo

Note di regia
Non avete mai visto niente del genere.
Q club, vincitore come miglior musical 2004 e campione di incassi a Broadway, è irriverente e politicamente NON correct. Ma come si può resistere ai Muppets?!
Ogni attore viene affiancato da una riproduzione di se stesso che si fonde completamente con lui, vive le sue emozioni e ruba i suoi applausi.
Lucy la Baldracca, Porno-Trackie, gli Orrsetti delle Cattive Idee e una star della televisione in pensione fanno da cornice ad una storia d’amore, una grande amicizia e un vero matrimonio.
Non fatevi ingannare dai Pu-Pazzi, non potrete che riconoscere la vostra vita sul palcoscenico!

Note sulla compagnia
Nata nel Settembre 2006, la Compagnia Bohème produce i primi spettacoli (Grease e La Piccola Bottega degli Orrori) finché nel 2008 si affianca al Gruppo Carovana.
Nel 2009 i Bohemiennes si avventurano nuovamente in una storia d’amore, La Rosa Incantata, e due anni dopo scelgono un musical decisamente fuori dagli schemi: Q Club.
Nel 2013, spinti dal sostegno del pubblico e dalle critiche più che positive degli “addetti ai lavori”, la Compagnia Boheme decide di partecipare ad un concorso nazionale, dove vince il primo premio per miglior allestimento di un’opera teatrale con il musical Q Club (PremioTeatrale Giovanni Mellano, Folle d’Oro).
Nel 2015 la Compagnia debutta con lo spettacolo tutto in verde: “Vita da orchi”.


Gruppo Arte e Cultura

Titolo: L’impresario delle Smirne
Autore : Carlo Goldoni
Regia : Simonetta Sola

Note sull’opera
Nella Venezia settecentesca un gruppo di cantanti, uomini e donne, vogliono farsi scritturare, cercando di prevalere l’uno sull’altro, da un impresario turco che vuole ospitare l’opera italiana nelle Smirne, in Turchia.
Molti sono i personaggi pittoreschi:
la cantante fiorentina Lucrezia, affascinante e capace di tutte le astuzie del bel sesso;
le due litiganti Tognina e Annina, che danno vita a duetti comici spassosi;
Tina de’ Cavalieri, attrice napoletana, tanto “ripiena de passion”;
il soprano Carluccio, effeminato ed astioso;
Pasqualino, succube delle donne;
il Conte Lasca, moderno manager, abile nel “proteggere” in cambio di favori immediati;
Nibio, astuto sensale mediatore;
le due locandiere, Rosaura e Beltramima, pronte a districarsi tra i virtuosi e le virtuose;
il turco Alì dall’opulenza esotica, inarrivabile dispensatore di assurde speranze.
Tutti ci danno un curioso accostamento fra teatro e vita, pienamente goldoniano ma anche moderno e sempre vivo.

Personaggi e interpreti
PASQUALINO (amante di Tognina) – AGOSTINO CRIVELLARO
TOGNINA (cantatrice veneziana detta “la Zuecchina”) – ALESSANDRA LEPORE
ROSAURA (locandiera a disposizione di Alì) – DANIELA VERSACE
ALI’ (ricco mercante turco) – DANIELE BENVENGA
CONTE LASCA (amico di virtuosi e “protettore” di virtuose) – DARIO GEROLDI
NIBIO (sensale di cantatori e teatranti) – DOLMA DRAGONERO
CARLUCCIO (virtuoso sopranista detto “il Cruscarello”) – MARCO FOGLINO
LUCREZIA (cantatrice fiorentina detta “l’Acquacedrataia”) – MARIELLA VANINO
ANNINA (cantatrice bolognese detta “la Mistocchina”) – MARINA CAMATTARI
TINA DE’ CAVALIERI (attrice napoletana detta “la Cortese”) – STEFANIA GAGLIARDI
BELTRAMIMA (locandiera DOC) – VIRGINIA CASSETTI
ODALISCA (del turco) – PAOLA SANTARCANGELO
RIDUZIONE E ADATTAMENTO: LEONARDO SOLA
SCENOGRAFIE: LAURA LEPORE
COSTUMI: SIMONETTA SOLA
TECNICO LUCI: DOMENICO CIRIGLIANO
TECNICO AUDIO: EDOARDO TOMA

Note sulla compagnia
L‘associazione “Gruppo Arte e Cultura”, con sede a Torino in via Monteponi 40, si è costituita nel 1987, per volontà di un gruppo di amici di diversa formazione a con la comune passione per l’arte. Ha l‘intento di offrire ai giovani artisti svariati canali per esprimere il proprio talento.
Testimoniano a riguardo una molteplicità di programmi realizzati e documentati nel proprio archivio. Tutto questo senza scopo di lucro o interessi di parte.
Negli anni l’associazione si è impegnata nella promozione della cultura nelle sue diverse espressioni artistiche: dalla presentazione di musicisti, opere musicali e diffusione di libri di autori emergenti, all’organizzazione di mostre pittoriche di nuovi artisti. Ha inoltre organizzato concorsi di poesia per le scuole, in collaborazione con l’Opera Nazionale dei Poeti e sempre all‘interno del mondo scolastico, ha tenuto corsi di educazione musicale ed artistica in collaborazione con gli insegnanti.
Attualmente sono attivi vari gruppi teatrali che portano in scena commedie brillanti, e opere drammatiche, in Torino e provincia.
Negli ultimi anni l’associazione si è impegnata ad organizzare spettacoli ad ingresso gratuito con offerta libera; tali offerte sono state devolute all’Onlus AperCrescere (www.Apercrescere.com), la quale ha così beneficiato di un significativo aumento di visibilità.
La nostra storia
Concerti di musica classica e barocca in luoghi prestigiosi di svariate località piemontesi quali: Sant’Antonio di Ranverso, Abbazia di Staffarda, Cappella dei Mercanti di Torino, Chiesa della Confraternita di San Rocco di Torino, Duomo di Torino, Palazzina di caccia di Stupinigi in occasione dei 150 anni del Reggimento “Nizza Cavalleria”.
Rassegne di musica classica, barocca e medievale nei comuni di Santo Stefano Roero, Airasca, Buttigliera Alta, Isola d’ Asti, Stupinigi.
Spettacoli di poesia francese, spagnola, sudamericana e italiana con accompagnamenti e intermezzi musicali eseguiti dai maestri del Conservatorio di Torino.
Concerti lirici e corali con musicisti e cantanti del Conservatorio di Torino.
Presentazione di operette in pillole con cantanti e artisti del Teatro Regio di Torino.
Presentazione di libri di autori emergenti presso la Sala delle Colonne della Cascina Marchesa di Torino.
19 edizioni del concorso nazionale di poesia a tema, in collaborazione con il comune di Buttigliera Alta.
3 edizioni del concorso nazionale ”Un verso per salvare una vita” in collaborazione con l’associazione “Una Mano amica” a favore del terzo mondo.
Mostre di pittura di artisti emergenti presso la chiesa Confraternita di San Rocco.
Corsi di educazione musicale presso le scuole elementari e medie, autorizzati dal comune di Torino.
Progetto didattico “Come, quando, dove e perchè” vincitore del bando di concorso “Progetto caleidoscopio” indetto dal comune di Torino.
Spettacoli di danza moderna.
Corsi di dizione, lettura interpretata e teatro tenuti dall’attrice e regista Simonetta Scaccabarozzi Sola.
Attività teatrali
“Il berretto a sonagli”         di Luigi Pirandello
“Solstizio d’estate”         di Autori Vari
“Liolà”         di Luigi Pirandello
“L’altro figlio – La giare – La patente”         di Luigi Pirandello
“Donne donne…eterne dee”         di Autori Vari
“Il diario di Etty Hillesum”
“Il diario di Eva”         di Mark Twain
“Un pomeriggio d’estate in casa Ricordi”         di Leonardo Sola
“W gli sposi”         di M.Duras-H.Pinter-A .Cechov
“I vestiti nuovi dell’imperatore”         di Gianni Rodari
“Gran varietà”         di Autori Vari
“Tredici a tavola”         di Claudia Sterza
“Lune di miele”         di Claudia Sterza
“Voci dal Lager”         di Sergio Berutti
“Madri”         di Sergio Berutti
“Lumie di sicilia – L’uomo dal fiore in bocca – Cecè”         di Luigi Pirandello
“Come le ginestre”         di Autori Vari
“Realtà sospese”         teatro-danza di Laura Scaringella
“Le avventure di Gocciolina in un movimentato viaggio senza fine”         di Francesco Lepore
“dal buio spunta l’aurora…”         di Autori Vari
“L’impresario delle Smirne”         di Carlo Goldoni
“Yo Picasso”         teatro-danza di Laura Scaringella
“Masca Falena, occhi della notte”         di M.Sartoris-L.Scaringella
Pagina Facebook: https://www.facebook.com/gruppoarteeculturatorino/
sito web: http://gruppoarteecultura.wix.com/arte-e-cultura

Fuori di quinta

Titolo: Se te lo dico non ci credi
Autore : Sara Carbone
Regia : Valter Contiero

Note sull’opera
Riccardo e Lorenzo, due giovani avvocati in carriera, condividono non solo la società che hanno fondato, ma anche un’amicizia di lunga data. Visto che il loro lavoro talvolta deve affrontare casi delicati con clienti di un certo livello, decidono di affittare un piccolo appartamento nel cuore di Torino per avere maggiore privacy. Almeno: questa è la spiegazione che danno alle loro mogli.
In realtà, l’appartamento è soltanto un nascondiglio per far passare ai due giovani soci serate e cenette romantiche con le loro amanti,ma una sera viene violata l’unica regola che i due uomini instaurano per il buon utilizzo dell’appartamento: i giorni dispari spettano a Riccardo, mentre i giorni pari a Lorenzo.
Da quel momento i due avvocatini dovranno affrontare la peggior serata della loro vita, alle prese con mogli e amanti… TUTTE SOTTO LO STESSO TETTO!
Grazie però alla loro dialettica e aiutati da qualche bicchiere di vino e un po’ di fantasia, riusciranno a risollevare la serata.
In che modo? Beh, se te lo dico, non ci credi!

Personaggi e interpreti
Riccardo: Enrico Bossotto
Lorenzo: Gaetano Di Natale
Beatrice: Loredana Isoldi
Alessia: Jessica Visconti
Cinzia: Susanna Nuti
Viola: Sara Carbone
Scenografia: Francesco Ramundo
Costumi: Mirko Ghiani

Note di regia
Riccardo e Lorenzo, due giovani avvocati in carriera, condividono non solo la società che hanno fondato, ma anche un’amicizia di lunga data.
Visto che il loro lavoro talvolta deve affrontare casi delicati con clienti di un certo livello, decidono di affittare un piccolo appartamento nel cuore di Torino per avere maggiore privacy. Almeno: questa è la spiegazione che danno alle loro mogli.
In realtà, l’appartamento è soltanto un nascondiglio per far passare ai due giovani soci serate e cenette romantiche con le loro amanti Cinzia, Viola e… Beatrice.
Beatrice, infatti, stanca di essere trascurata dal marito, per colpa “del lavoro”, cede al corteggiamento di Lorenzo, da sempre innamorato di lei. La serata dell’appuntamento, però, si rivela un vero disastro, perché viene violata l’unica regola che i due uomini instaurano per il buon utilizzo dell’appartamento: i giorni dispari spettano a Riccardo, mentre i giorni pari a Lorenzo.
Rispettando la regola quindi, Riccardo ha in mente di organizzare una cenetta con la sua amante Viola, una cliente di cui sta curando la separazione.
La padrona di casa, Cinzia, insospettita dai rumori provenienti dal piano di sopra, fa incursione della casa e trova il suo Riccardo intento a preparare una cena che pensa sia per lei, mentre Lorenzo cerca di nascondere in tutti i modi Beatrice. Quando però sopraggiunge Viola all’appuntamento, Riccardo e Lorenzo non sanno più che inventarsi e a complicare le cose, ci si mette anche Alessia, moglie di Lorenzo, che sospettando che il marito abbia una relazione, sopraggiunge nell’appartamento a sorpresa.
I due giovani avvocati, però, non si lasciano intimidire e, con l’aiuto di qualche bicchiere di vino e un po’ di fantasia, riescono a risollevare la serata.

Note sulla compagnia
C’era una volta… un gruppo di attori in erba che, sentendosi non proprio finiti e isolandosi dal resto del mondo a causa della loro follia, decisero di fondare una Compagnia Teatrale chiamata “Fuori di Quinta” per sottolineare la loro folle passione per il Teatro.
Col tempo raccattarono poi quà e là, altri piccoli folli che avevano perso la retta via…Correva l’anno 2013 e da allora, il loro rumore di scorribande e bizzarrie creative, ricevette vari consensi, dando vita a una scia di “funs”… un po’ fuori come loro

Argonauti

Titolo: Il figlio
Autore : Alessandra Gorga
Regia : Alessandra Gorga

Note sull’opera
Siamo agli inizi degli anni ’50: gli ultimi echi della guerra si sono spenti, ma ne resta ben vivo il ricordo. Si pensa alla ricostruzione, a una nuova vita e in quest’ottica i figli sono il bene più prezioso perché rappresentano le speranze riposte nel futuro da parte della vecchia generazione. Non a caso, dunque, nella commedia l’argomento “figli” appare frequentemente: è figlio Rodolfo, desiderato e amato anche se illegittimo, è un figlio ciò che vuole Vittorio per perpetrare la sua stirpe, così come un figlio vorrebbe Ester, anche se frutto di un matrimonio di comodo.
Ma Alfredo non può e non vuole avere figli. Condannato a nascondere la sua omosessualità, Alfredo è figlio a sua volta, anche se incompreso dai genitori che volutamente hanno ignorato la sua vera natura. C’è da domandarsi allora quale sia il significato di essere figli e genitori e sarà Rodolfo a rivelarcelo nel finale, dando a tutti una lezione di amor filiale, dall’alto della sua disabilità.
Altro tema ricorrente è la rispettabilità. Tutti i personaggi si affannano a costruirsi una verità di facciata, nascondendo la loro vera natura e il loro “peccato originale”. Ed è questo il punto più drammatico di tutta la storia: tutti sanno ma nessuno dice, condannandosi vicendevolmente a una vita di sofferenze e di menzogne.
Angela spende una vita a nascondere la vera paternità di Rodolfo, ma in realtà sua madre sa, così come sa anche la giovane governante di casa Ricasoli e soprattutto Italo, marito di Angela sa … Ma tutti tacciono per salvaguardare quella patina di famiglia felice e rispettabile che si sono costruiti nel tempo.
Dice Tolstoj: “Tutte le famiglie felici sono felici allo stesso modo, ma tutte le famiglie infelici sono infelici in modo diverso”. I personaggi della famiglia Ricasoli scelgono di essere infelici mistificando la loro vera natura, mentendo e fingendo di non sapere ciò che tutti sanno.
Angela, confessandosi col fratello e rivelandogli il segreto sulla paternità di Rodolfo, dà il primo colpo a questo castello di carte che, con un effetto domino, cadono una ad una. Così Alfredo dichiarerà finalmente la sua omosessualità, Teresa e Ortensia riveleranno di sapere tutto e così pure Italo ammetterà di aver sempre saputo.
Teresa, la cameriera siciliana apparentemente scanzonata, confessa a sua volta un segreto: vittima di una storia d’amore con un uomo sposato e messa alla porta dalla famiglia d’origine, viene accolta da Ortensia. La famiglia Ricasoli diventa, così, la sua famiglia. Ancora una volta un dramma nascosto dietro la bonaria facciata di un sapersi accontentare, intimamente doloroso.
Ortensia, la grande vecchia, ci sorprende facendoci capire che sa: ma non lo ammetterà mai apertamente. Per lei, quindi, non ci sarà alcun riscatto, dietro la scorza dura di una vita fatta di sacrifici e di rispettabilità faticosamente conquistata, in cui l’amore non trova spazio.
Anche Ester sembra rimanere immune dalla possibilità di evolvere, così chiusa nel suo desiderio di piacere e di apparire, ma per un attimo riusciamo a scorgere anche in lei il dramma di una donna che tutto ha tranne ciò che vorrebbe veramente, un figlio appunto.
Alfredo, suo marito, ha un doppio segreto. Il primo, più eclatante, riguarda la sua omosessualità che finalmente può gridare al mondo senza vergogna, il secondo, meno evidente ma forse ancora più drammatico, riguarda il suo carattere: si rivela cioè un finto buono, un uomo soffocato dalla frustrazione e dal rancore verso un mondo che non lo comprende, capace di un odio profondo ben nascosto dietro al sorriso.
La breve apparizione di Sylvia è una pennellata mista di rassegnazione e speranza nello stesso tempo. Rassegnazione per il suo destino di moglie infelice e tradita, ma nello stesso tempo capace di indicare con mite dolcezza la via ad Angela: la speranza nel futuro.
Vittorio è invece il “cattivo” per eccellenza: partito giovane per l’America in cerca di fortuna, scappando dalle sue responsabilità di padre, ritorna in Italia dopo trent’anni con la pretesa assurda e arrogante di riavere il suo erede, ciecamente certo che la ragione sia dalla sua parte, semplicemente per il fatto di “dire la verità”.
E’ Italo la chiave di volta della storia, perché pur sapendo tace, non come gli altri per motivi di rispettabilità, ma semplicemente tace per amore. Ed è grazie a lui che i personaggi si riscattano alla fine, con un esito positivo, evitando che il dramma sfoci in tragedia, perché la verità sa essere scomoda e lui lo sa bene.
Un discorso a parte merita Egidio, l’amico di famiglia: col suo accento romagnolo e la sua comicità innata, Egidio rappresenta la semplicità di un modo di vivere alternativo, al di fuori della menzogna. Quello che pensa, dice, senza troppi giri di parole o raffinatezze. Amante della buona tavola e degli animali (non per niente è un veterinario), è in cerca di una donna semplice che sappia cucinare bene e, chissà, forse la troverà.
L’uso di inflessioni dialettali nei due personaggi minori, Teresa ed Egidio, accentua la loro estrazione popolare, in contrasto con la patinata rispettabilità della borghesia del tempo, cui la famiglia Ricasoli appartiene.
Uno spettacolo, dunque, in cui il registro drammatico si intreccia con quello comico: il tutto condito con un pizzico di suspense. Il Figlio, che dà il nome alla piece e che viene nominato soventemente durante lo spettacolo, creando un’atmosfera di attesa, compare volutamente solo alla fine, per svelare l’ultimo inaspettato segreto.
La vicenda si svolge in un salotto borghese, dove gli arredi mostrano ormai l’usura del tempo, proprio come usurate appaiono le “maschere” rispettabili dei personaggi che devono fare il conto con la nuova realtà.
Le musiche di scena sono delle “cesure” e hanno loro stesse un proprio significato intrinseco, sia quando enfatizzano brevemente un momento cruciale, sia quando fanno da tappeto sonoro ai pensieri più intimi dei personaggi. I brani musicali utilizzati a inizio e a fine atto fanno parte essi stessi del racconto, sono una sorta di prologo ed epilogo, suggerendo il non detto.
I personaggi, guidati dai loro bisogni inappagati, si svelano così un po’ alla volta, rivelandoci che in teatro, come nella vita, nessuno è come sembra.

Personaggi e interpreti
Alessandra Gorga – Angela
Danilo Torrito – Alfredo
Roberta Filippi – Ester/Ortensia
Alessandro Agnelli – Egidio/Vittorio
Raffaele Battistone – Italo
Andrea Battistone – Rodolfo
Federica Gibilisco – Teresa
Brunella Varetto – Sylvia
Tecnici: Alex Lucco e Joseph Greco
Truccatrice: Antonella Toma

Note di regia
Siamo agli inizi degli anni ’50: gli ultimi echi della guerra si sono spenti, ma ne resta ben vivo il ricordo.
Si pensa alla ricostruzione, a una nuova vita e in quest’ottica i figli sono il bene più prezioso perché rappresentano le speranze riposte nel futuro da parte della vecchia generazione.
Non a caso, dunque, nella commedia l’argomento “figli” appare frequentemente: è figlio Rodolfo, desiderato e amato anche se illegittimo, è un figlio ciò che vuole Vittorio per perpetrare la sua stirpe, così come un figlio vorrebbe Ester, anche se frutto di un matrimonio di comodo.
Altro tema ricorrente è la rispettabilità. Tutti i personaggi si affannano a costruirsi una verità di facciata, nascondendo la loro vera natura e il loro “peccato originale”.
Ed è questo il punto più drammatico di tutta la storia: tutti sanno ma nessuno dice, condannandosi vicendevolmente a una vita di sofferenze e di menzogne.

Note sulla compagnia
L’Associazione Culturale Gli Argonauti è stata fondata nel gennaio 2010 da Alessandra Gorga, Danilo Torrito e Andrea Battistone, per diffondere il teatro attraverso l’allestimento di spettacoli ed eventi culturali.
La Compagnia, molto affiatata, è cresciuta negli anni, arricchendosi di nuovi elementi. Il pubblico, sempre più folto e affezionato, ha fatto registrare quasi sempre il “tutto esaurito” nei teatri di Torino e dintorni.
La Compagnia sperimenta vari generi (dal comico al drammatico, passando per il teatro dell’assurdo e il dramma storico), in modo da offrire al pubblico un’ampia panoramica sui vari generi teatrali.
La Scuola di Teatro, interna all’Associazione, organizza corsi di recitazione di vario livello.
La Scuola è patrocinata dalla Circoscrizione 9 di Torino

Spasso Carrabile

Titolo: Ora no, Tesoro
Autore : Ray Cooney e John Chapam
Regia : Sisi Cavalleris

Note sull’opera
E’ una tarda mattinata di settembre e nel tempo reale di circa due ore, attorno alle sorti di due abiti, si gioca il futuro di ben cinque coppie:
– i coniugi Magda e Gilberto Bidoni, proprietari dell’Atelier, ma più propensi a spendere le proprie energie in altre attività;
– i coniugi Sola: lei nasconde sotto una svolazzante superficialità esuberanti ambizioni che il marito stenta a contenere;
– i maturi coniugi Colombo: lei ha una straripante affettuosità e un irrefrenabile entusiasmo, lui, comandante di marina, è combattuto tra l’impeto di un passato glorioso e l’assalto di frequenti euforie;
– Arnoldo Capaci, il mago delle forbici, pignolo e diligente socio dei Bidoni e la sua onnipresente segretaria Tizzi, segretamente innamorata di lui;
– Susanna, la segretaria, di Arrigo e il fattorino curioso.
Gilberto pensa di regalare un abito da 5000 euro a Jennifer da poco diventata sua amante e, per non insospettire il marito, inscena una falsa vendita coinvolgendo nel gioco il recalcitrante socio Arnoldo.
Arrigo, il marito di Jennifer, fiutando l’affare, accetta di comprare il capo, ma non per sua moglie, bensì per Susanna sua segretaria e amante.
La situazione non è facile da gestire e, a complicare ulteriormente le cose, Magda, la moglie di Gilberto, ritorna improvvisamente e in anticipo dalle vacanze.
E’ un crescendo di equivoci, bugie e smascheramenti. Ci sarà il lieto fine?

Personaggi e interpreti
ARNOLDO CAPACI -Gianluca Giacomazzo
GILBERTO BIDONI – Matteo Campagnoli
MAGDA BIDONI – Simona Secoli
MISS TIZZI – Marta Morando
SIGNORA COLOMBO – Manuela Buffalo
COMANDANTE COLOMBO – Riccardo Quirico
ARRIGO SOLA – Massimo Fiorito
JENNIFER SOLA – Silvia Chiarle
SUSANNE VALLE – Stefania Poggio
FATTORINO – Jean Louis Leubà

Note di regia
Due abiti di alta sartoria sono al centro di una vicenda dove non mancano equivoci, tradimenti e scambi di persone.
Tutti gli ingredienti della farsa sono abilmente manipolati in chiave moderna.
La commedia ha un ritmo molto sostenuto e… nessuno è al posto giusto nel momento giusto.
E’ una storia di tradimenti, di coppie che scoppiano, un andirivieni di persone e situazioni, a dir poco grottesche.
Un giorno di “creatività modaiola”, miscela in un cocktail di risate un affresco di caratteri umani.
La vicenda si avvolge freneticamente su se stessa rispetto ad un mondo nel quale i rapporti sono imperniati sulla superficialità e vacuità.
La regia ha cercato di cogliere e valorizzare tutti gli aspetti della commedia, sia quelli legati alle singole interpretazioni, sia quelli che emergono dal movimento di gruppo.

Note sulla compagnia
La Compagnia “Spasso Carrabile” ovvero “vietato sostarci davanti senza ridere o sorridere” nasce circa 20 anni fa a Nizza Monferrato (AT) da un’idea di alcuni amici ed amanti del teatro.
Da allora si impegna a promuovere la sua attività teatrale sui vari palcoscenici, nelle scuole con il progetto di formazione ragazzi, al fianco di manifestazioni territoriali consolidate e con l’organizzazione di laboratori.
In questi anni è stata realizzata una commedia nuova ogni anno. Ciascuna commedia è stata rappresentata circa 10-15 volte nel suo anno di vita, alcune sono sopravvissute anche in seguito.
Dal teatro amatoriale si è passati a quello dilettantistico, grazie all’ausilio di tecnici luci, tecnici audio e consulenti scenografici, che sono parte integrante della compagnia.
Tra gli allestimenti più significativi:
“Un Mandarino per Teo” di Garinei e Giovannini (1999 – riallestimento 2006).
“L’Albergo del libero scambio” di Georges Feydeau (2000)
“Il medico dei pazzi” di Eduardo Scarpetta (2001)
“Buonanotte Bettina” di Garinei e Giovannini (2003 – riallestimento 2009)
“Pillole amorose” (2007)
“Se devi dire una bugia dilla grossa” di Ray Cooney (2008)
“Non sparate sul postino” di Dereck Benfi eld (2009)
“Tempi diversi: Due zie – Donne in Crisi” della Compagnia Spasso Carrabile (2010 – riallestimento 2014)
“Ad ali spiegate” di Peter Yeldham (2011)
“uno, due, tre…VARIETà” della Compagnia Spasso Carrabile (2011)
“Teatro che pazzia” della Compagnia Spasso Carrabile (2013)

Amici per un Sogno

Titolo : Il cerchio della vita
Autore : Dal film “The Lion King”
Regia : Renata Mariotti

Note sull’opera
Sulle pendici del monte Kilimangiaro che domina le pianure del Serengeti, il re leone Mufasa assiste orgoglioso alla nascita dell’erede Simba.
Ma il cucciolo di leone perderà il padre davanti ai propri occhi per colpa di Scar, lo zio malvagio, che colpevolizzandolo lo costringerà all’esilio per diventare re al suo posto. Il vecchio saggio Rafiki convincerà Simba, ormai adulto, a tornare a casa per far valere i suoi diritti di nascita.
Ma più che la riconquista del trono, predomina la necessità di affrontare il passato a prescindere da quanto sia doloroso od atroce; vincendo il senso di colpa che il perfido Scar gli ha instillato, Simba diventerà Re non solo nel corpo, ma soprattutto nello spirito.
Ci viene così presentato un eroe, un vero eroe, non per il fatto che riesca a vincere materialmente il suo nemico, ma per la capacità di affrontare e dominare le proprie tragedie interiori, crescendo e maturando.

Personaggi e interpreti
SCAR – Cesare Tacconi
IENA – Claudio Marini
MUFASA – Dario Paracchini
MAMMA NALA – Fabiola Ferro
TIMON – Gianni Raieri
SIMBA – Giuseppe Tuccio
NALA – Ilenia Piola
PUMBA – Ivan Zerbini
IENA – Cristina Zanoia
ZAZU – Patrizia Viscardi
IENA – Riccardo Nazzaroli
RAFIKI – Sara Piola
SARABI Vanessa Bricchi
SIMBA PICCOLO – Manuel Novellino
NALA PICCOLA – Valentina Tuffanelli

Note di regia
Interpretata nella sua versione originaria in maniera ideologicamente alternativa (epopea di amore, giustizia e lealtà e reazionaria-amletica faida di sangue tra casate “reali”), il Cerchio della Vita narra le vicende del piccolo Simba, futuro re della Savana.
Privilegerà sia l’aspetto ludico, grazie ai caratteristi, sia quello che apre ad ogni profonda sfumatura culturale.
Lo spettacolo, avrà i suoi momenti più efficaci ed emozionanti fin dall’apertura sulle amabili note della canzone “Il cerchio della vita”, brano che da il titolo al musical, con la visivamente splendida presentazione di tutti gli animali della savana in festa per la nascita del futuro re.
Un susseguirsi di vicende accompagneranno le coreografie e i brani tribali suonati dal vivo.

Note sulla compagnia
L’associazione “Amici per un sogno” nasce da un incontro di un gruppo di persone con la passione per il teatro arrivando a contare ad un solo anno dalla nascita, 130 soci di cui più di 50 attivi nell’operato stesso.
Da sempre svolge corsi interni per attori, cantanti e ballerini specificandosi in musical e commedie musicali, favorendo così un pubblico e degli attori giovani, portando molti di loro ad intraprendere questo tipo di carriera da professionisti.
La nostra storia inizia 10 anni fa con la commedia italiana “Rugantino” , a seguire i musicals: ”Il Cerchio della vita”, “Figli del Nilo”, “Arabella” e “Zorro” poi come coproduttori agli spettacoli benefici “Oncology Paradise”, “Olimpiadeis”, “Il Gabbiano Jonathan”, senza dimenticare la prosa con “Cena con delitto” e “Il Povero Piero”, organizzare corsi per bambini e ragazzi preparando spettacoli come “Grease”, “Shakespeare per ragazzi” e “Capitan Uncino”.
L’iscrizione alla FITA (federazione italiana teatro amatori) ha permesso di scoprire altre realtà teatrali in Italia arrivando a delle esibizioni a acerata, Porto Recanati, Vicenza fino ad arrivare al prestigioso Teatro San Babila di Milano ,di partecipare alle Feste Nazionali del Teatro e nelle edizioni di Siracusa e di San Benedetto del Tronto vincere il premio come migliori costumi.
Nel 2009 tocca a noi organizzare a Stresa la XX edizione della Festa del Teatro Nazionale con più di 1300 compagnie italiane partecipanti.
Poi organizziamo per due anni consecutivi “Teatrando nel VCO” rassegna dedicata alle compagnie amatoriali della nostra provincia che a turno si sono esibite nei nostri principali teatri sia del Verbano che del Cusio che dell’Ossola.
Oggi siamo anche presenti nelle scuole insegnando teatro come forma propedeutica ai bambini delle 4° e 5° elementari grazie ad una convenzione fatta con il Comune di Gravellona Toce e diventati Ente di Promozione sociale dal 2012, continuiamo a produrre spettacoli che saranno poi a disposizione delle Onlus e delle associazioni umanitarie per la raccolta fondi, con lo spirito associativo che da sempre esiste negli “Amici per un sogno”.

La corte dei Folli

Titolo: Piccoli Crimini coniugali
Autore : Erik-Emmanuel Schmitt
Regia : Marina Morra

Note sull’opera
«PICCOLI CRIMINI CONIUGALI ha avuto un’adesione violenta da parte del pubblico.
All’uscita del teatrole coppie reagivano diversamente a seconda dell’età:
i ventenni mi dicevano: “SEI CRUDELE”;
i quarantenni: “CHE REALISMO”;
i sessantenni: “CHE TENEREZZA”.
Avevano tutti ragione:
a 20 anni si vorrebbe che l’amore fosse semplice,
a 40 anni si scopre che è complicato,
a 60 sappiamo che è bello proprio perché è complicato»

Personaggi e interpreti
LISA – Cristina VIGLIETTA
GILLES – Pinuccio BELLONE

Note di regia
Gilles e Lisa, una coppia come tante.
Da ormai quindici anni si trovano a vivere un apparentemente tranquillo menage familiare.
Un piccolo incidente domestico in cui Gilles, pur mantenendo intatte le proprie facoltà intellettuali, perde completamente la memoria, diventa la causa scatenante di un sottile e distruttivo gioco al massacro.
I tentativi di Lisa di aiutare il compagno a riappropriarsi della sua identità e del loro vissuto comune diventano un percorso bizzarro, divertente e doloroso, che conferma il sospetto di molti: anche la coppia più affiatata spesso è composta da due estranei. Gilles e Lisa avranno un bel da fare per cancellare l’immagine di sé che ciascuno ha dell’altro, percorso che passerà attraverso rivelazioni sorprendenti,scoperte sospettate, ma sempre taciute, rancori, gelosie, fraintendimenti mai chiariti, in una lotta senza esclusioni di colpi.
“Quando vediamo un uomo e una donna davanti al sindaco o al prete, domandiamoci chi dei due sarà per primo l’assassino.”

Note sulla compagnia
Ci piace pensare che “la corte dei folli” sia, essenzialmente, un gruppo di amici che ama stare insieme per “far teatro”.
L’Associazione nasce nel 2002, a seguito di un corso teatrale, per passione, voglia di condividere, crescere e mettersi in gioco.
Oltre all’attività teatrale strettamente legata alle rappresentazioni ed all’organizzazione di rassegne e concorsi la Corte dei Folli organizza e promuove corsi e stage con professionisti del settore, con l’intento di far crescere artisticamente i propri Soci, con un occhio di riguardo verso i giovani, per i quali si sono avviati anche scambi sotto forma di gemellaggio con alcune realtà italiane.
A quindici anni dalla costituzione “la corte dei folli” ha all’attivo oltre 300 rappresentazioni, articolate su diversi spettacoli, è promotrice di Premi teatrali (Folle d’Oro, Folle d’Argento, Folle d’Artista, Folle d’Autore), ed ha avviato varie collaborazioni con altre realtà che operano in campo artistico.
Il gruppo conta circa 70 Soci ed è supportato da molti amici e fiancheggiatori che in questi anni hanno collaborato contribuendo ad una notevole crescita artistica ed organizzativa.
I NOSTRI SPETTACOLI
2002 – INDOVINA CHI UCCIDE A CENA (cena spettacolo con l’assassino) di Pinuccio Bellone
2003 – TALIANSKI KARASCIO’ di Pinuccio Bellone (oltre 50 repliche)
2003 – LA CITTADINA BENSO di Pinuccio Bellone
2004 – DUCHESSA di Pinuccio Bellone
2004 – QUEL SIGNORE CHE VENNE A PRANZO di Kaufmann e Hart
2005 – UNA STORIA DEL PORTO di Paolo Delpino
2005 – I.N.R.I. IN VERITA’ VI DICO di Pinuccio Bellone
2006 – MALEFEMMINE di Aldo Nicolaj
2006 – OTTO DONNE di Robert Thomas
2006 – LA SIGNORA E IL FUNZIONARIO di Aldo Nicolaj
2007 – IL BELVEDERE di Aldo Nicolaj
2007 – L’IMPAREGGIABILE DOLLY di Thornton Wilder
2008 – PRIMA PAGINA di B. Hecht e C. McArthur
2008 – PICCOLI CRIMINI CONIUGALI di Eric Emmanuel Schmitt
2011 – DUCHESSA di Pinuccio Bellone e Laura Novellini
2011 – 12. LA PAROLA AI GIURATI di Reginald Rose
2011 – 11.11.11 racconti del mistero adattato e diretto da Regia Pinuccio Bellone
2012 – LA VERITA’ DELL’ASSASSINO di Marco Santaniello Regia Pinuccio Bellone
2012 – TUT PER ‘NA PASTILIA (in dialetto Piemontese) Regia/adattamento Pinuccio Bellone
2013 – ULTIMA ORA di Lorenzo Corengia Regia Pinuccio Bellone
2013 – IL GABBIANO JONATHAN LINVINGSTON Regia Stefano Sandroni
2014 – MOBY GAME di Antonio Martorello Regia Pinuccio Bellone
2014 – NOVECENTO di A.Baricco Regia Stefano Sandroni
2015 – MONOLOGHI PREMIO FOLLE D’AUTORE
2015 – …METTI UNA SERA CON LA PAURA di Pinuccio Bellone
2016 – TANGO di Francesca Zanni – Regia Pinuccio Bellone
2016 – AMLETO IN SALSA PICCANTE di Aldo Nicolaj – regia Stefano Sandroni
2017 – TUT PER ‘NA LASTRA ‘D GIASA di Pinuccio Bellone
2017 – LA STANZA DI VERONICA di Ira Lewin Regia Pinuccio Bellone
2017 – NEL NOME DEL PADRE di Luigi Lunari – regia Marina Morra

Spasso Carrabile

Titolo: Aspettando che Spiova
Autore : Garinei e Giovannini
Regia : Angela Cagnin

Note sull’opera
Lo spettacolo narra la storia di una giovane coppia, Lorenzo e Maria. Lui, geometra, rientra dal cantiere pensando di festeggiare il proprio compleanno con la mogliettina che ha in serbo un bellissimo regalo, ma lei gliene offre un altro. Comincia qui una lunga “rissa” a porte chiuse, continuamente interrotta e rinnovata, fatta di altri e bassi, che si nutre di memorie e di parenti, scivolando sulle pareti dei rimorsi, dei rancori e dei ricatti affettivi.
La coppia litiga per tutto: per un lumetto, un orologio, per i parenti di lei e gli amici di lui, per una telefonata, un panino, una febbre virale, la cena di compleanno.
La sorpresa che Maria ha in serbo per Lorenzo gli spettatori la conoscono quasi subito, ma bisogna attendere il finale perché la sappia anche lui. In pratica è un vero e proprio match su come sono difficili i mestieri più antichi del mondo, quelli della moglie e del marito.
In questo tran tran è facile riconoscersi e parteggiare per l’uno o per l’altra, ma è ancora più facile ridere per le caratterizzazioni di amici e parenti e di tutti quei comprimari che contribuiscono al loro menage familiare.

Personaggi e interpreti
Alberto Abate Lorenzo – un banditore d’asta, un muratore
Dario Giolito Lorenzo – il cugino Gian Mariano, il nonno, Filacchioni, un frate
Annalisa Pagella Maria – la mamma di Maria
Greta Baldizzone Maria – la mamma di Maria, zia Federica
Luca Torello – Tecnico audio e luci

Note di regia
La struttura dello spettacolo, andato in scena per la prima volta negli anni 60, è di una modernità sconvolgente, ricco di continui flashback che vanno su e giù nello spazio e nel tempo, inseguendo un ordine non cronologico, ma che somiglia all’associazione analitica dei ricordi, a quelle illuminazioni del passato che ti prendono all’improvviso e sono come grumi di nostalgia.
C’è una continua alternanza degli attori, due interpretano Lorenzo e Maria nel presente, mentre gli altri, secondo una frequente abitudine televisiva degli ultimi anni, sono le loro controfigure ed entrano a far parte dei flashback.
I ricordi dei protagonisti assumono così vita propria, ed è un gioco di teatro nel teatro, in cui ognuno può essere il protagonista del presente o quello del passato, ma anche altri personaggi, come un frate, un amico, un cugino, la mamma, la zia…

Note sulla compagnia
La Compagnia “Spasso Carrabile” ovvero “vietato sostarci davanti senza ridere o sorridere” nasce circa 20 anni fa a Nizza Monferrato (AT) da un’idea di alcuni amici ed amanti del teatro.
Da allora si impegna a promuovere la sua attività teatrale sui vari palcoscenici, nelle scuole con il progetto di formazione ragazzi, al fianco di manifestazioni territoriali consolidate e con l’organizzazione di laboratori.
In questi anni è stata realizzata una commedia nuova ogni anno. Ciascuna commedia è stata rappresentata circa 10-15 volte nel suo anno di vita, alcune sono sopravvissute anche in seguito.
Dal teatro amatoriale si è passati a quello dilettantistico, grazie all’ausilio di tecnici luci, tecnici audio e consulenti scenografici, che sono parte integrante della compagnia.
Tra gli allestimenti più significativi:
“Un Mandarino per Teo” di Garinei e Giovannini (1999 – riallestimento 2006).
“L’Albergo del libero scambio” di Georges Feydeau (2000)
“Il medico dei pazzi” di Eduardo Scarpetta (2001)
“Buonanotte Bettina” di Garinei e Giovannini (2003 – riallestimento 2009)
“Pillole amorose” (2007)
“Se devi dire una bugia dilla grossa” di Ray Cooney (2008)
“Non sparate sul postino” di Dereck Benfi eld (2009)
“Tempi diversi: Due zie – Donne in Crisi” della Compagnia Spasso Carrabile (2010 – riallestimento 2014)
“Ad ali spiegate” di Peter Yeldham (2011)
“uno, due, tre…VARIETà” della Compagnia Spasso Carrabile (2011)
“Teatro che pazzia” della Compagnia Spasso Carrabile (2013)

La giuria

Roberto Mele

Tecnico informatico.Dopo una breve esperienze nella redazione di una TV privata, come hobby ha scelto il teatro.
Si è cimentato nella stesura di testi teatrali e nella regia, per approdare al ruolo al lui meno consono, quello dell’attore; da anni recita infatti con la compagnia “Gatto in tasca”.

Di formazione classica, ha fatto studi unversitari con Gian Renzo Morteo e Guido Davico Bonino, che l’hanno appassionata al mondo del teatro e dello spettacolo.
Dopo esperienze che spaziano dall’allestimento di spettacoli teatrali nelle scuole, alla cura delle coreografie con le ballerine della scuola di Susanna Egri, all’aiuto regia per un cortometraggio in concorso al Festival Cinemagiovani di Torino e con i “Cabaretieri di Torino”,
si è dedicata sopratutto alla stesura di testi per teatro e cabaret.
Recentemente ha collaborato con la compagnia teatrale Agape, in qualità di aiuto regista e assistente di scena, oltre che di costumista e scenografa.

Pietro Caccavo

Professore e giornalista, si occupa di spettacolo e cultura per il settimanale diocesano “La Voce e Il Tempo” ed altre testate.
È stato per più di tre lustri nella redazione di un importante sito web di informazione cinematografica.
Organizzatore teatrale e direttore artistico di cineforum, nel tempo libero legge, vede film, va a teatro, ascolta musica e mangia gelato.

Tiziano Gamba

Premi “Un PO di Teatro 2016″

Nomination del premio “Un PO di Teatro 2016”

Miglior spettacolo:
foto vincitore Q-Club – il musical
Compagnia: Boheme – Carovana

Per aver scelto un musical non banale, che affronta temi anche forti.
Per l’originalità dello spettacolo, per l’entusiasmo e l’affiatamento del cast.
Per il divertimento che si riversa irresistibilmente sul pubblico

Il cerchio della vita
Compagnia: Amici per un sogno

Per aver dimostrato che anche se non ci si trova a Broadway o nel West End, si può mettere in scena un musical fastoso, coinvolgente e trascinante, senza mai rinunciare all’eleganza ed alla “classe” .
L’impresario delle Smirne
Compagnia: Gruppo Arte e cultura

Mettere in scena una commedia di Goldoni, sceglierne una delle meno famose, un lavoro teatrale che parla di teatro, significa esporsi a molti rischi ed insidie; il GRUPPO ARTE E CULTURA ha affrontato l’impresa riuscendoci.

Migliore Regia:
vincitore foto Renata Mariotti
Spettacolo:Il cerchio della vita
Compagnia:Amici per un sogno

Per aver affrontato con mano sicura e scelte felici la messa in scena di uno spettacolo di notevole complessità tecnica; decine di attori, di animali e di ballerini sulla scena, eppure ognuno è al posto giusto al momento giusto.

Alessandra Gorga
Spettacolo: Il figlio
Compagnia: Gli Argonauti

Con un sapiente uso dei toni e delle voci egli attori, delle pause nell’azione scenica, e, soprattutto, delle luci, riesce a rendere il suo interno familiare a volte carico di astio e di rancore, altre volte ironico e sarcastico, altre volte ancora intimo e romantico.
Sebastiano Marano
Spettacolo: Q-Club (Il musical)
Compagnia: Boheme – Carovana

Per il piglio originale e fresco di una messa in scena che mescola con naturalezza, inventiva ed esatta precisione attori e pupazzi.

Migliore Attrice:
vincitore foto Cristina Viglietta
Ruolo: Lisa – Spettacolo: Piccoli crimini coniugali – Compagnia: La corte dei folli

Per le sfumature e la varietà degli accenti dati al suo personaggio che la mostrano interprete di notevole spessore e presenza scenica.

Alessandra Lepore
Ruolo: Tognina – Spettacolo: L’impresario delle Smirne – Compagnia: Gruppo Arte e cultura

Cercando di meritare il ruolo di primadonna, riesce ad essere sempre al centro della scena. Tempismo ed efficacia sono la cifra della sua interpretazione.
Marta Morando
Ruolo: Miss Tizzi – Spettacolo:Ora no tesoro – Compagnia:Spasso carrabile

Marta Morando in questo lavoro segna un record per il numero di entrate e uscite.
Riesce nel difficile compito di essere sempre puntuale e soprattutto di trovare sempre la sfumatura giusta per sottolineare gli imbrogli e gli equivoci che si susseguono sulla scena.

Migliore Attore:
vincitore foto Gaetano Di Natale
Ruolo: Lorenzo – Spettacolo: Se te lo dico, non ci credi! – Compagnia: Fuori di Quinta

Per il brio e la brillante misura, sempre esatta, che lo pone al centro del gioco degli equivoci. Sempre a tempo, sia quando la sua battuta fa ridere il pubblico, sia quando fa da spalla agli altri personaggi.

Sebastiano Marano
Ruolo: Princeton – Spettacolo: – Q Club: il musical – Compagnia: Boheme – Carovana

Per l’ecletticità dello stile e la facilità nel passare con toni sempre convincenti dai registri della commedia a quelli del musical.
Marco Foglino
Ruolo: Cruscarello – Spettacolo:L’impresario delle Smirne – Compagnia:Gruppo Arte e cultura

In un mondo dove le grazie femminili rischiano di oscurare i meriti artistici, Cruscarello deve per forza essere un po’ sopra le righe.
Marco Foglino ci riesce in modo magistrale, forzando la voce e le espressioni, pur restando credibile nel suo personaggio.

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