Il Bando
Il Comitato Regionale della FITA Piemonte organizza per l’anno 2018 la terza edizione del premio “Un PO di Teatro“
Il concorso è riservato alle compagnie iscritte alla FITA operanti in Piemonte.
Sono previsti 4 premi: Migliore Regia, Miglior Attore, Migliore Attrice, Miglior Spettacolo
I vincitori di ognuna della categrie riceveranno un trofeo offerto da FITA Piemonte.
Il vincitore del premio come migliore spettacolo riceverà anche un premio di 400,00 Euro e la possibilità di partecipare al
Gran Premio del Teatro Amatoriale, ll premio indetto dalla FITA a livello nazionale. Quest’anno la premiazione del concorso della stagione 2017 si è svolta a Genova il 3 Febbraio 2018.
Per il Piemonte ha partecipato lo spettacolo Malagente presentato dalla compagnia Via le sedie che ha vinto lo scorso anno il premio come miglior spettacolo. I nostri rappresentanti non hanno vinto ma il loro spettacolo è stato molto apprezzato.
La partecipzione al Gran Premio del Teatro Amatoriale avviene esclusivamente attraverso il filmato dello spettacolo. È per questo motivo che la giuria valuterà anche la qualità tecnica ed artistica del filmato.
Gli spetacoli possono essere in italiano oppure in vernacolo e devono avere una durata minima di 70 minuti.
Le compagnie che intendono iscriversi devono indicare almeno una rappresentazione dello spettacolo a cui i giurati della commissione possono assistere e fornire un filmato dello spettacolo su supporto digitale.
Nel caso in cui due o più spettacoli si tengano contemporaneamente, o di impossibilità di qualcuno dei giurati ad assistervi direttamente, la visione del filmato permetterà ai giurati di esprimere comunque il proprio giudizio.
Entro il 15 Giugno saranno pubblicate le “nominations”, vale a dire i primi 3 classificati in ognuna delle 4 categorie che saranno premiate.
Le premiazioni del premio un PO di Teatro 2018 Nella seconda metà del mete di Giugno e tutte le compagnie associate alla FITA sono invitate ad intervenire.
Le compagnie che hanno partecipato al concorso non sono solo invitate a presenziare alla serata, ma anche a parteciparvi attivamente rappresentando una piccola scena (5 min. circa) tratta dello spettacolo in concorso o da un altro un altro spettacolo a loro scelta.
Qualora fosse prevista una base o un sottofondo musicale, il file audio deve essere fornito su CD o chiavetta USB che verrà restituito alla fine della serata. Non potranno invece essere usate scenografie.
Le compagnie partecipanti
In Volo

Titolo: Una scarpa per sognare
Autore : Anna Iemma e Nazzarena Migliarese
Regia : Anna Iemma
Note sull’opera
Marina è a terra perché, dopo la perdita di suo padre, la fabbrica che ha appena ereditato versa in una crisi talmente grave, che si prospetta l’incubo di una vendita frettolosa e rovinosa con conseguenze molto gravi, che metterebbero sul lastrico molte famiglie.
Neanche l’aiuto del suo amato zio Dom e dei suoi amici sembra adeguato a risolvere il grave problema.
Ma, attenzione, quando la situazione ormai pare gravemente compromessa, come per incanto la soluzione sembra celarsi dietro una maschera.
E, se il perfido Jonas dovesse insistere, con il suo subdolo modo di fare, per realizzare il suo piano pernicioso, potrebbe trovarsi di fronte una squadra ben agguerrita che lo contrasterebbe con veemenza.
Che ne è di una fabbrica famosa, che dà lavoro a molte famiglie e produce oggetti prestigiosi?
E per Marina arriverà la felicità? Troverà l’Amore?
Personaggi e interpreti
Maria Elena Gravagno – Marina – Giovane Proprietaria della fabbrica
Bruno Roma – Massimo – Giovane operaio di talento
Domeninco Molè – Zio Dom – Saggio e pacato zio di Marina
Vittorio Salvatore – Jonas – Sedicente, ma inaffidabile, amico di famiglia
Antonella Russo – Angy – Contabile della fabbrica
Rosanna Cascino – Viky – Segretaria della fabbrica
Pia Sturaro – Mirca – Amica di Marina
Marzia Bracco – Leila – Aindacalista ed amica di Massimo
Fabrizio Sgavetti – Raff – Amico di Massimo
Giancarlo Zuliani – Nik – Capomastro devoto
Giulia Piovano – Renè – Estrosa stilista
Elisa Calleri – Danielle – Aiuto stilista
Stefania Moio – Agguerrita Operaia
Grazia Porta – Notaio
Domenica Marino – Cameriera
Mario Davoli – Cameriere
Civita Mignamo – Pettegola
Rossano Aguiari – Pettegolo
Silvana Audisio – Pettegola
Margherita Sacco – Amica di Leila
Oriana Rizzi – Pettegola
Angelino Sturiale – Primo acquirente
Carlo Maimone – Secondo acquirente
Carmen Puma, Claudio Colombano, Cristina Del Tetto, Paolo Fantinato, Viola Di Camillo, Patrizia Aimar, Paolo Medico, Cinzia Spagnolo – Operai
Coreografa: Roberta D’Angelo
Attore: Carmelo Cancemi
Vocal Trainer: Daniele Longo
Scenografa e costumista: Giulia Piovano
Note di regia
I 40 protagonisti, di età variabile dai 18 ai 70 anni ed oltre, con grande spirito di corpo, entusiasmo, straordinario impegno e notevole professionalità, cantando dal vivo, danno vita ad uno spettacolo divertente ed apprezzato dal pubblico.
Tutti i protagonisti, pur partendo da zero, hanno acquisito, nell’arco di solo 5 mesi, un livello apprezzabile di professionalità, sottoponendosi a dure ed impegnative prove con entusiasmo ed encomiabile spirito di gruppo.
Tutti i partecipanti si sono messi in gioco con determinazione ed umiltà nello stesso tempo, applicandosi con zelo nella recitazione, nel canto e nel ballo, divertendosi molto, conseguendo un notevole benessere psicofisico e realizzando una sfida con se stessi, che ha prodotto, in ognuno di loro, un notevole carico di energia, utile per diventare più maturi, più consapevoli, più determinati e più sicuri di sé.
Insieme hanno scoperto che, divertendosi, hanno fatto una sorta di teatro terapia che, in definitiva, ha prodotto in ognuno di loro emozioni e soddisfazioni che li ha fatti sorridere rendendoli meno frenati e più gioiosi.
L’apprezzabile risultato raggiunto, in termini di realizzazione dello spettacolo e di crescita personale, è dovuto all’impegno e alla bravura del vocal trainer DOMENICO DE RUVO che ha curato con pazienza, abilità e delicatezza gli improvvisati cantanti, rendendo piacevoli le loro voci ed ottenendo risultati straordinari e a quello della coreografa ROBERTA D’ANGELO, che, con grazia e dolcezza, ha formato un gruppo compatto, coeso e appassionato che, ballando, si è divertito un mondo e alle direttive dell’attore Carmelo Cancemi che ha curato la parte recitata.
La regia è stata coordinata dalla presidente dell’associazione, ANNA IEMMA.
Lo spettacolo è stato preparato con notevole professionalità, ancorché tutti dilettanti (soprattutto per il diletto con cui si sono messi in gioco), e una cura particolare è stata dedicata alla ricerca dei costumi tipici dell’epoca in cui la storia è ambientata
Teat-Rino

Titolo: WednesDay’s Family
Autore : Liberamente ispirato alla Famiglia Addamn
Regia : Pietro Panarelli
Note sull’opera
Wednesday’s Family racconta una storia originale, che in realtà è l’incubo di ogni padre.
In un enorme e fatiscente casa, decisamente sinistra, vive un’eccentrica e ricca famiglia, quella di Mercoledì che è la primogenita, la principessa delle tenebre.
Lei è ormai diventata una piccola donna e si è innamorata di un giovane ragazzo, dolce, intelligente, cresciuto in un’ordinaria famiglia rispettabile. Un giovane che però i suoi genitori non hanno mai incontrato.
Le due famiglie entreranno in contatto confrontandosi tra loro in una terrificante cena.
Sarà poi un gioco a far capire sia a loro che al pubblico chi siano i “NORMALI”.
Personaggi e interpreti
Mercoledì – ALICE MARCHETTI
Gomez – ANTONINO MONTALBANO
Morticia – ELENA MARGUTTI
Zio Fester – ALESSIA TUNNA
Cugino Itt – STEFANO RITROVATO
Pugsley – DAVIDE DE CESARE
Grandama – ELENA BERNOCCO
Lurch – MANUEL BALASSO
William Beineke – DAVIDE DUGHERA
Alice Beineke – ELEONORA FRONDINI
Lucas – ALESSANDRO INSERRA
Zia Miranda – FRANCESCA TERLIZZI
Cleopatra – ANGELICA FORNERO
Mano – FEDERICO LUPI
Pubert – DANIELE BERNOCCO
Direzione Musicale: Silvia Tancredi
Coreografa: Paola Bottazzo e Antonino Montalbano
Actor Coach: Antonio Missore
Scenografa: Lino “The Boss”
Aiuto Regia: Paola Bottazzo
Note di regia
Mercoledì
Figlia di Gomez e Morticia, è un personaggio il cui nome deriva da una vecchia strofa inglese, che recita: “Wednesday’s child is full of woe” (il bambino che nasce di mercoledì è pieno di sventura). Mercoledì ha un carattere funereo, non ride e non mostra mai emozioni. È incredibilmente intelligente e lo dimostra con battute salaci che mettono chiunque in imbarazzo. Alleva ragni e il suo hobby è “giocare” con le sorelle cercando di ucciderle. È l’unico membro della famiglia ad avere un contatto con la realtà e la sua serietà da adulta brilla per contrasto davanti ai suoi irresponsabili parenti. Ora ha occhi solo per Lucas.
Gomez
Ricchissimo e distinto gentiluomo, patriarca della famiglia, di origini castigliane. È un atletico, acrobatico ed eccentrico multimiliardario, anche se non ha alcuna cura del denaro. Veste in maniera impeccabile e nonostante sia il capofamiglia, è estremamente ingenuo ed infantile. Giocoliere, ballerino e schermidore provetto, Gomez è sempre pimpante e vivace ed è innamoratissimo di sua moglie Morticia: si sentirebbe perduto senza di lei. Nonostante non sembri mai prendere nulla sul serio, Gomez è comunque un padre attento e scrupoloso.
Morticia
Fascinosa dark lady sempre pallidissima e vestita di nero.Il suo nome deriva dal latino mors mortis, morte. Parla sempre con voce impostata e compassata. Ogni tanto si lascia sfuggire qualche parola di francese, scatenando la reazione di Gomez, che invariabilmente inizia una serie di baciamano fino alla spalla. Morticia sembra un po’ imbarazzata di questo comportamento del marito, specie davanti agli ospiti, ma i deboli tentativi di farlo smettere non riescono mai. In fondo ama moltissimo il suo Cherie, sebbene non lo dimostri pubblicamente come lui. È il vero centro della famiglia, in quanto calma e distaccata ed è uno dei pochi punti fermi in mezzo alla loro caotica vita. Perfetta padrona di casa, Morticia si dedica spesso al giardinaggio e cura molto Cleopatra, la sua enorme pianta carnivora col vizio di azzannare gli ospiti. Ama “potare” i suoi cespugli di rose tagliando i boccioli e tenendo solo gli steli.
Cugino Itt
È un essere composto interamente da lunghi capelli castani che arrivano fino a terra, con indosso un paio di occhiali ed una bombetta. Parla in una lingua incomprensibile ma che gli Addams sembrano comprendere perfettamente. È in rapporti con Gomez e gli è sempre accanto.
Pugsley
Figlio di Gomez e Morticia. Marmocchio pestifero e iperattivo, con l’hobby di costruire ghigliottine giocattolo.
Grandama
È la madre di Gomez e Fester, quindi suocera di Morticia e nonna di Mercoledì, Pugsleyna e Puberta. È una specie di strega che commercia in pozioni di tutti i generi ed è molto amata da tutti.
Lurch
È il governante-maggiordomo molto serio, con un tono lento e stanco ed altissimo. Certe volte per allietare la famiglia suona il clavicembalo. In inglese, il verbo “to lurch” ha, tra gli altri, il significato di “barcollare”. Lurch entra solitamente dopo che i padroni di casa la convocano suonando un campanello. Invariabilmente risponde «Chiamato?». Ma a volte stranamente, Lurch appare prima del suono del terribile campanello.
William Beineke
È il padre di Lucas, marito di Alice. Arriva in casa Addams portandosi dietro sua madre, con la quale ha un rapporto morboso e condivide tutto. William ha un carattere duro, difficilmente manifesta i suoi sentimenti, esattamente come Mercoledì, ecco per quale motivo Lucas perde completamente la testa per lei, perché ha un carattere molto simile a suo padre William, verso il quale prova immensa stima ma ne accusa la totale mancanza di amore nei suoi riguardi.
Alice Beineke
È la madre di Lucas e Vicky, costretta sempre a portarsi dietro sua sorella maggiore Miranda, una ricca aristocratica con la puzza sotto il naso che detesta in quanto se la ritrova sempre davanti i piedi in qualsiasi questione di famiglia. Alice ha un carattere molto fragile, per questo decanta continuamente poesie, per sentirsi al centro dell’attenzione, ma soprattutto per rapire l’attenzione di un marito burbero, che pensa solo al lavoro. È la classica casalinga disperata. una donna sola, nonostante il figlio la adori e lei adori lui. E’ per questo molto ansiosa di conoscere Mercoledì, ma quando beve la pozione, è costretta a far emergere tutta la rabbia che ha represso in anni di matrimonio.
Lucas
È il fidanzato di Mercoledì, vuole seguire i passi della madre che lo ha cresciuto educandolo al valore dell’amare ciò in cui si crede. Lucas infatti è un appassionato esperto di gabbiani ma quando incontra Mercoledì, mette in discussione tutto. È il tipico bravo ragazzo, colmo di nobili sentimenti ma anche di passionalità verso ciò che ama, non ha timore infatti di difendere i suoi principi.
Zia Miranda
È la zia ricca di Lucas, sorella di Alice. Miranda è vedova di un uomo molto ricco, avendo quindi ereditato molti quattrini, sperpera gran parte dei suoi beni a favore del nipote Lucas, per farlo studiare e dargli quell’educazione che lei non ha mai avuto. E’ perennemente in contrasto con Alice, della quale rinnega la smania di poesie e l’atteggiamento troppo morbido e delicato, secondo lei sbagliato per portare avanti una famiglia. E’ impicciona e spesso scorbutica. Fondamentalmente però ha lo stesso problema di Alice, quello di essere stata una donna trascurata dal marito. Si scoprirà infatti che il suo atteggiamento aggressivo con Alice, in fondo era soltanto di protezione nei suoi confronti.
Cleopatra
È la pianta carnivora di Morticia, una pianta africana mangia uomini. Cleopatra è il dono di nozze di Gomez a Morticia. E’ una pianta molto femminile ed affascinante, capace di sballare …
Mano
Mano o anche La Cosa (Thing in originale) è una mano umana che cammina per casa e vive in una scatola. Complice di Mercoledì, Mano è sostanzialmente una sorta di vivace cameriera con accento “napoletano”.
Associazione “I Pochi”. Compagnia dell’Ambra

Titolo: Mele per Eva
Autore : Gabriel Arout
Regia : Daniela Tusa
Note sull’opera
Mele per Eva, regia di Daniela Tusa, scritta da Gabriel Arout, autore russo naturalizzato francese, è un adattamento di alcuni racconti giovanili di Anton Cechov di cui è grande estimatore.
È una commedia in 5 episodi che si intrecciano tra di loro (originariamente gli episodi sono 9) affrontando il tema della seduzione, principalmente dal punto di vista delle diverse e sorprendenti sfaccettature dell’essere femminile. Troviamo donne di ogni età, di diversa estrazione sociale e culturale, ma che in comune hanno lo sguardo disincantato verso “quello strano animale” che è l’uomo. Un girotondo sull’amore umano divertente e astuto che lascia spazio anche alla tenerezza e alla riflessione.
Personaggi e interpreti
Sara Amodio – La Padrona
Marcello Barbera – Vania
Luca Cacciabue – Il Padrone e Lui
Alida Ciotti – Zina
Andrea Bartolo – Il Tenente
Sara Marcellino – Lei
Olga Pezzan – La Signora
Silvia Pivotto – Lisa
Daniele Ribuoli – Il Contadino e Michel
Chiara Suppo – La Contadina, Olga, Mademoiselle Julie.
Pratica-Mente

Titolo: Intoppi dei massimi sistemi
Autore : Tiziano Gamba
Regia : Tiziano Gamba
Note sull’opera
I “Massimi Sistemi” che sono messi a confronto sono il Socialismo Reale e il Capitalismo, e gli “Intoppi” sono individuati in un tema che a entrambe le filosofie è molto caro: il mondo del Lavoro.
Nei due atti dello spettacolo, ci si cala in realtà lavorative riguardanti le due ideologie di sistema: nel primo atto ci si trova in una cooperativa dell’ex Unione Sovietica ante seconda guerra mondiale e nel secondo atto in una non ben definita ditta odierna, nella quale lavorano personaggi i cui nomi ci fanno desumere che si trovino in Italia.
Nella cooperativa sovietica avviene un furto che scatenerà reazioni molto diversificate, tra le quali si noteranno sia gli atteggiamenti di facciata, che richiamano a una visione utopistica della realtà, sia quelli più meschinamente umani, che con quella utopia entreranno in contrasto.
Nell’era contemporanea, invece, gli occhi di una nuova assunta in un non ben determinato ufficio faticano ad assimilare ciò che all’inizio le pare assurdo: nella ditta vede manifestarsi dinamiche che oscillano tra l’obbedienza di sussiego e la devozione religiosa, ma alla fine anche lei riuscirà ad adeguarsi a questa nostra società moderna, riconoscendosi, finalmente, “normale.”
Personaggi e interpreti
Portinaio Igor Piòtrovic/Dottor Balestrieri – Stefano Fuoco
Direttrice Olga Ivànovna/Signora Quartabuoi – Patrizia Driusso
Commessa Caterina Vassìlevna/Signora Totano – Michela Bruno
Cassiera Mària Fiodòrovna/Signora Rosaria Dello Putto – Federica Cardamone
Contabile Anna Antònovna/Signora Adriana Passalaria – Claudia Giacosa
Commissario/Dottor Sacramenti – Tiziano Gamba
(comparse)
Poliziotto scrivano/venditore addormentato – Daniele Degano
Poliziotto/venditore – Stefano Battaglia
Poliziotto/venditore – Emiliano Bono
Venditore – Flavio Sonetti
Tecnico audio e luci: Ariela Stingi
Note di regia
È una commedia e punta alle situazioni buffe e comiche, esasperandone però i concetti, senza mai cadere nel linguaggio cabarettistico. Le situazioni descritte tendono a diventare assurde, ma rimanendo in un clima di verosimiglianza.
Il messaggio è chiaramente satirico e sarcastico e prende in giro, in maniera politicamente scorretta, le false credenze con le quali veniamo bombardati mediaticamente, in qualunque contesto o regime ci troviamo.
Compagnia “Fuori di quinta”

Titolo: Vento di vendetta
Autore : Federica Bergamini e altri
Regia : Valter Contiero
Note sull’opera
Liberamente tratto dal testo originale “Wuthering heights” di Emily Bronte
L’amore non è sempre bello e pieno d’euforia, a volte è fatto di angoscia, gelosia, sete di vendetta, addirittura odio.
“Vento di vendetta” ci porta nella campagna inglese della metà dell’”800, accompagnandoci in una rivisitazione del grande classico di Emily Bronte “Cime Tempestose”: abbandonata la straordinaria struttura a matrioska del romanzo originale, lo spettacolo dei Fuori di Quinta racconta del disperato amore tra Heathcliff e Catherine, irrealizzabile ma eterno, che supererà matrimoni, figli, morti, incapace di spegnersi anche di fronte al destino più infausto.
Le urla sulle Wuthering Heights, accompagnate dal vento e dalla tempesta, vi porteranno in un mondo quasi onirico da cui forse neanche la chiusura del sipario vi farà tornare.
Personaggi e interpreti
HEATHCLIFF : Alberto Pellitteri
CATHY EARNSHAW : Veronica Bonomo
ISABELLA LINTON : Susanna Nuti
MARTIN EARNSHAW : Enrico Bossotto
EDGAR LINTON : Gaetano Di Natale
ELENA GIOVANE (e narratore) : Loredana Isoldi
GIUSEPPE : Sergio Di Grado
MR. LONGWOOD : Gaetano Di Natale
Scenografia : Francesco Romundo
Audio e Luci : Alberto Toscano
Costumi : D.V. Costumi di Daniele e Valter
Gatto in Tasca

Titolo: Le gabole per marijè ‘na fija’
Autore : Niccolò Bacigalupo
Regia : Ezio Sega
Note sull’opera
Commedia brillante in tre atti.
Traduzione in dialetto piemontese, a cura di Mario Fasano, della commedia MANEGGI PER MARITARE UNA RAGAZZA di Niccolò Bacigalupo.
Torino, primi anni Cinquanta: Steo, modesto commerciante di vini, non riesce in alcun modo a tenere a bada la moglie Lena che, attraverso “gabole” e macchinazioni, cerca di trovare un marito altolocato per la figlia Teresa.
Steo si troverà, suo malgrado, involontario protagonista di eventi inaspettati e spassosi.
Personaggi e interpreti
Steo – Ezio Sega
Lena – Maurizia Beldì
Teresa – Angela Frigerio
Paolin – Luca Casale
Gino – Emanuele Sega
Riccardo – Luca Pavan
Batista – Piermario Prandi
Elvira – Ada Pontivi
Marianin – Palma Della Rocca
Luci e Suoni: Giuseppe Beldì
Seggeritore: Giovanni Lavino
Spasso Carrabile

Titolo: CREDOINUNSOLODIO
Autore : Stefano Massini
Regia : Matteo Campagnoli
Note sull’opera
Tre donne:
- Una giovane studentessa universitaria palestinese pronta a diventare martire per la causa a vent’anni,
- una professoressa israeliana benestante aperta al dialogo con la controparte fino a quando i fatti della vita non stravolgono il proprio credo
- una soldatessa americana, buttata in mezzo ad un conflitto che non comprende, addestrata ad intervenire scegliendo sempre “quello che conviene”
sono le protagoniste di questa storia. Tutte e tre sono legate tra loro, a loro insaputa, da un comune destino.
Seguiremo l’intreccio delle loro vite sino al compiersi di quel destino già segnato, in un conto alla rovescia inesorabile, osservando i loro tre punti di vista differenti.
Una storia non banale che alla fine – auspichiamo – indurrà gli spettatori di tutte le età a porsi qualche domanda in più sul senso del conflitto e della tolleranza.
Personaggi e interpreti
Marta Morando
Loredana Isoldi
Simona Secoli
SCENOGRAFIA: Emanuela Contarin
LUCI: Jean Louis Leuba
MUSICHE: Matteo Campagnoli e Guglielmo Berzano
Note di regia
Stefano Massini, classe 1975, è stato assistente di Luca Ronconi dal quale è stato spinto alla scrittura di propri testi. Un’intuizione felice dato che nel 2013 a Massini viene assegnato il Premio Ubu per il complesso della sua produzione drammaturgica.
Credoinunsolodio è un testo che ben rappresenta lo stile di questo autore italiano. Una scrittura impegnata su problematiche contemporanee, ma che, ad uno sguardo più ampio, sono ricorrenti nella storia dell’uomo. Una scrittura che risponde, forse, alla più viva aspirazione del teatro: indurre lo spettatore a riflettere di fronte agli accadimenti della vita non tanto fornendo risposte, bensì ponendo domande che scuotano le coscienze.
Il conflitto israelo-palestinese e la questione della convivenza dei due popoli nella Terrasanta delle tre religioni abramitiche, pare essere un tema distante – di difficile comprensione – per noi europei e cristiani. Eppure ci riguarda come membri di questa società interconnessa, dove le notizie corrono in frazioni di secondo.
Ma ci interessa? No. Non ci sentiamo coinvolti. Semplicemente cambiamo canale di fronte a certe immagini del telegiornale, oppure scrolliamo lo schermo dei nostri smartphone su una notizia di più facile comprensione. La scelta di mettere in scena questo testo, invece, ci è apparsa necessaria proprio per cercare di ricordare, prima di tutto a noi stessi, che una questione come quella del conflitto israelo-palestinese tocca corde nascoste che risuonano anche in noi cittadini europei contemporanei, scossi nella nostra quotidianità dai recenti attentati terroristici in Belgio, Francia, Germania, Regno Unito e Spagna.
Compagnia “Dintorni”

Titolo: La Banda Dei Quattro
Autore : Camillo Vittici
Regia : Giuliana Unia
Note sull’opera
Commedia in due atti di Camillo Vittici
Quattro vecchietti dell’ospizio si sono messi in testa di formare una banda per compiere delle rapine. Il tutto per avere dei fondi per poter soddisfare i loro piccoli desideri e le loro aspirazioni.
La fortuna, tuttavia, non è dalla loro parte; la loro inesperienza, dabbenaggine e ingenuità li porta ad essere loro stessi vittime di una barbona che prima avevano tentato di rapinare e poi, in un impeto di generosità e commozione, aiutato.
Ritorneranno così scornati al loro Ospizio rinunciando alle loro stravaganti e gloriose imprese
Personaggi e interpreti
Teresa – Maria Giovanna Beccotto
Anselmo – Ugo Brignone
Dante – Mattia Meineri
Simona – Vilma Castellino
Carmelo – Roberto Rastelli
Mario – Roberto Turco
Luci e Suoni: Renato Tomatis
TIB – Teatro in bottiglia

Titolo: L’importanza di chiamarsi Ernest
Autore : Oscar Wilde
Regia : Matteo Ghisolfi
Note sull’opera
Così esordisce la compagnia TIB – Teatro In Bottiglia che metterà in scena al Teatro Don Bosco di Cuneo una rivisitazione tratta dalla celebre commedia “L’importanza di chiamarsi Ernest” di Oscar Wilde, una commedia di equivoci, basata sul gioco di parole Ernesto/Onesto che molte traduzioni italiane hanno ricercato.
La vicenda si svolge tra la città di Londra e la campagna inglese. Un giovane nobiluomo, Jack Worthing, sfugge alla vita di campagna per vivere in quella mondana della città insieme al suo amico Algernon Moncrieff sotto falso nome, chiamandosi Ernest.
La commedia si apre quando Jack rivela all’amico di voler sposare Gwendolen, cugina di Algernon, e con la scoperta da parte di quest’ultimo della vera identità dell’amico.
TIB – Teatro In Bottiglia, con la regia di Matteo Ghisolfi e l’accompagnamento musicale dal vivo di Tommaso Sorba, mette in scena la più celebre “commedia frivola per gente seria”.
Personaggi e interpreti
Jack: Damiano Selleri
Algernon: Andrea Bruna
Gwendolen: Letizia Selleri
Cecily: Alice Casales
Lady Bracknell: Miriam Giacopinelli
Miss Prism: Sara Cavaglion
Reverendo: Luca Vanz
Merriman: Michele Gerboni
Lane: Giacomo Maggiorano
Pianista e compositore: Tommaso Sorba
Addetto stampa: Silvia Genovese e Matteo Ghisolfi
Note di regia
Il copione è una rivisitazione del testo originale, non riprenderà parola per parola il testo scritto da Wilde. Le musiche dal vivo saranno completamente inventate sul momento dal pianista secondo i suggerimenti e le descrizioni delle atmosfere immaginate dal regista. Durante lo spettacolo ci saranno gag comiche in secondo piano rispetto al filone principale della storia con piccole citazioni cinematografiche del passato che solo chi avrà presente i film in questione coglierà.
Compagnia L’Arcano

Titolo: Veleno a fin di Bene
Autore : Tratto da “Arsenico e vecchi merletti” di Joseph Kesserling
Regia : Paola Boriello
Note sull’opera
“Veleno a fin di bene” : Commedia brillante liberamente tratta dalla famosa opera “Arsenico e vecchi merletti” di Joseph Kesselring.
NUMERO PERSONAGGI: 11
DURATA DELLA COMMEDIA: 1 ora e 40 min..
REALIZZAZIONE: in stile d’epoca sia le scenografie sia i costumi.
Lo scrittore Morthimer Brewster, torna a casa dalle zie Abby e Martha per raccontare del suo futuro matrimonio con Erica Harper, ma scopre che le due amabili e anziane ziette “aiutano” quelli che affettuosamente chiamano i “loro inquilini” a lasciare la vita con un sorriso sulle labbra, offrendo loro del vino di sanbuco corretto con un miscuglio di veleni. Deciso a porre fine alla pazzia delle due zie, Morthimer, ormai credutosi l’ultimo erede di una famiglia di pazza maniaci, cercherà di allontanare da sé Erica per il timore di farle del male1ma poco prima ecco il colpo di scena!
Commedia esilarante, vi saranno equivoci e colpi di scena che lasceranno lo spettatore sorpreso e divertito ad ogni sorso.
Personaggi e interpreti
Abby Brewster: Paola Borriello
Martha Brewster: Sonia Grigolon
Teodolinda Brewster: Stefania Canevalli
Jennifer Brewster: Michela Criscuolo
Mortimer Brewster: Claudio Volpe
Erica Harper: Titti Fonio
Dr. Einstein: Alessandro Bozzola
Sig. Gibbs: Jack Concina
Sergente Brophy: Riccardo Verrone
Sergente o’Hara: Jack Concina
Sig. Witherpoon: Jack Concina
Tecnico audio-luci: Mauro Como
Compagnia teatrale Theoricon – Gli amici di Pedro

Titolo: S. Martino protettore
Autore : Cristina Ramella Pezza
Regia : Pietro Giau
Note sull’opera
Rosarita è stata lasciata dal marito per una ragazza più giovane e prestante.
Cercano di alleviare la sua disperazione gli amici Valeria, donna dal carattere forte e cinico, e Giovanni, gay soddisfatto che cerca di sdrammatizzare il più possibile la situazione, ottenendo spesso l’effetto opposto.
Si aggiungono Angela, madre di Rosarita, sempre impegnata a minare il più possibile l’autostima già scarsa della figlia, e la suocera Luciana, stereotipo esasperato di madre del figlio maschio italiano.
Giorgio il marito compare solo attraverso telefonate, in cui riesce ad inculcare nella moglie un crescente senso di colpa per il suo abbandono.
Come eliminare questo dolore lancinante e far ritornare la voglia di vivere a questa donna distrutta?
I due amici e Rosarita elaborano un piano per eliminare fisicamente l’oggetto della disperazione, ma il risultato non sarà quello sperato.
In ogni caso, alla fine, tutto tornerà apparentemente a posto, ma…. le persone non cambiano.
Personaggi e interpreti
Rosarita – moglie abbandonata – Roberta Lavarino
Valeria – amica di Rosarita – Patrizia Spagnolo
Giovanni – amico gay di Rosarita – Giulio Pinna
Angela – madre di Rosarita – Raffaella Sala
Giorgio – marito di Rosarita – Maurizio Cerchiaro
Luciana – madre di Giorgio – Rita Negro
La Guercia – la cecchina – Cristina Cantino
QuintAperta

Titolo: Non sparate sul postino
Autore : Derek Benfield (trad: M. T. Petruzzi)
Regia : Vito Giovanni Liuzzi
Note sull’opera
Questa commedia di Derek Benfield si svolge in un castello dove il padrone di casa, bizzarro militare nostalgico in pensione, considera pericoloso ogni personaggio in divisa che si avvicini al castello (compreso il postino considerato una spia straniera).
La moglie asseconda il consorte.
La figlia è sposata ad un uomo ricercato da due loschi figuri usciti dal carcere e intenzionati a vendicarsi.
I nobili del castello in difficoltà finanziaria sono obbligati ad aprire il castello al pubblico.
Questa è la cornice per un susseguirsi di eventi …
Personaggi e interpreti
ELROOD : ANGELO CROSIGNANI
Lady ELROOD : MARIA TERESA MORANDI
CHESTER : ALBERTO GIOVANNINI
PATRICIA : ELENA PAOLI
MISS. PARTRIGE : MARIA BONIFACIO
ADA : PAOLA PALOMBO
BERT : GIOVANNI FARRIS
MAGGIE : MARIA PATANIA
GEORGE WILLIS : ANDREA PICCOLO
CAPONE : GIUSEPPE MARINO
WEDGWOOD : GIAN CARLO POGGIOLI
Associazione Teatrale “C’era l’acca”

Titolo: Spirito Allegro
Autore : Noel Coward
Regia : Toni Mazzara
Note sull’opera
Mister Charles Condomine è uno scrittore che ha in mente un romanzo sul mondo dell’occulto. Per documentarsi, organizza una seduta spiritica cui partecipano, oltre a lui, la sua seconda moglie Ruth e una coppia di amici.
L’esperimento è condotto da una strampalata medium, Madame Arcati, che evoca lo spirito di una bambina dispettosa. E qui cominciano i guai.…
Personaggi e interpreti
Ruth Condomine : CHIARA GAVINELLI
Edgard, il cameriere : STEFANO CARLINO
Charles Condomine : FILIPPO SPATOLA
Dottor Bradman : GINO CINOTTI
Violetta Bradman : GIORGIA BOTTA
Madame Arcati : DILVA ROSSI
Elvira Condomine : CLAUDIA CUCCIA
Consulenza Musicale : Cinotti
Logistica : Dilva Rossi
Luci e Audio : Marco Bolazzi
Note di regia
Noel Coward ha scritto una commedia dal meccanismo perfetto, l’argomento spiritosamente originale, i personaggi simpatici e le battute spumeggianti. Tuttavia, portare in scena e interpretare Spirito Allegro non è mai semplice, si rischia di strafare e di andare sopra le righe.
La nuova sfida dei C’era l’Acca, è quella di rendere al pubblico tutta l’atmosfera sofisticata e brillante dell’alta borghesia inglese degli anni ‘40, attraverso un’interpretazione sobria e allo stesso tempo scintillante degli attori, aiutati da una attenta ricostruzione scenografica e musicale, e allo stesso tempo divertire lo spettatore coinvolgendolo nel turbinio di situazioni e battute così ben orchestrate dall’autore.
Volta Rossa

Titolo: Locanda del Glicine in Fiore
Autore : Maria Rosa Gaiero
Regia : Maria Rosa Gaiero
Note sull’opera
La commedia è ambientata in un Saliceto degli anni “50 e precisamente in una locanda non molto stellata, dove gli ospiti vivono come in una famiglia.
A sconvolgere la vita della piccola comunità arriva un medico condotto, che ha maturato una lunga esperienza in un manicomio. La sua deformazione professionale lo induce a scorgere in ognuno degli ospiti un sintomo di pazzia al punto che banali passioni o piccole paranoie sono esasperate e portate al paradosso finché egli stesso tornerà, stavolta in ottima compagnia, là da dove era venuto.
Dietro la semplice ed ingenua comicità che gioca sul paradosso e sull’equivoco si nasconde anche l’intenzione di far riflettere sulle debolezze, i pregiudizi, l’ignoranza e le ipocrisie, che, talora inconsciamente, si inseriscono fra i rapporti umani come una ragnatela rendendoli difficili e artificiosi. La finzione teatrale li palesa ma li rende accettabili attraverso l’indulgenza della sana risata.
Personaggi e interpreti
Direttrice del manicomio – Claudia Dotta
Lina Del Gilgio – Arianna Bagnasco
Medico – Roberto Garassino
Ostessa – Vilma Sismondi
Oste – Flavio Dotta
Geometra – Giancarlo Serra
Pina – Patrizia Ponteprino
Farmacista – Serena Gallesio
Cesco – Natale Ruino
Assunta – Teresa Miniscino
Seminarista – Maurizio Jovinelli
Allestimenti – Giuseppina Boffano
Scenografia – Maria Grazia Antiga
Tecnico Luci e suoni – Giorgio Magliano
Aiuto Regia – Paola Badano
Suono & Musica

Titolo: La bella e la bestia
Autore : Lia Restifo
Regia : Lia Restifo, Sarah Taccori e Genoveffa Bertaggia
Note sull’opera
Il musical “La Bella e La Bestia” è un libero adattamento in chiave comica e brillante dell’omonima opera.
Vede in scena 10 ragazzi dell’età dai 7 a 13 anni che si cimentano in danze, canti e recitazione, con disinvoltura e con impegno quasi professionale.
È indirizzato a tutte le età.
Personaggi e interpreti
Sorella1 : Asia Basile
La Bestia : Alisya D’andrea
Sorella2 : Michelle Sacchetto
Sorella3 : Alessandra Zamara
Maga del bosco : Dharma Etzi
La Bella : Noemi Loverso
La Tazzina : Elena Mura
Padre : Lorenzo Leccese
Piumino : Francesca Ramundo
Testo e Recitazione : Lia Restifo
Coreografie : Sarah Taccori
Direzione corale : Genoveffa Bertaggia
Coordinamento musicale e tecnico : Augusto Taccori
La giuria
Roberto Mele

Tecnico informatico.Dopo una breve esperienze nella redazione di una TV privata, come hobby ha scelto il teatro.
Si è cimentato nella stesura di testi teatrali e nella regia, per approdare al ruolo al lui meno consono, quello dell’attore; da anni recita infatti con la compagnia “Gatto in tasca”.
Simonetta Matzuzi

Di formazione classica, ha fatto studi unversitari con Gian Renzo Morteo e Guido Davico Bonino, che l’hanno appassionata al mondo del teatro e dello spettacolo.
Dopo esperienze che spaziano dall’allestimento di spettacoli teatrali nelle scuole, alla cura delle coreografie con le ballerine della scuola di Susanna Egri, all’aiuto regia per un cortometraggio in concorso al Festival Cinemagiovani di Torino e con i “Cabaretieri di Torino”,
si è dedicata sopratutto alla stesura di testi per teatro e cabaret.
Recentemente ha collaborato con la compagnia teatrale Agape, in qualità di aiuto regista e assistente di scena, oltre che di costumista e scenografa.
Pietro Caccavo

Professore e giornalista, si occupa di spettacolo e cultura per il settimanale diocesano “La Voce e Il Tempo” ed altre testate.
È stato per più di tre lustri nella redazione di un importante sito web di informazione cinematografica.
Organizzatore teatrale e direttore artistico di cineforum, nel tempo libero legge, vede film, va a teatro, ascolta musica e mangia gelato.
Elena Paoli

Ha frequentato la scuola di teatro presso “Tedaca” e diversi stage di approfondimento con Beppe Rosso, Mario Fasano sul teatro di maschera e movimento corporeo.
Ha lavorato con registi come Franco Abba e Mauro Stante.
E’ presidente della associazione teatrale “quintaperta” il cui scopo è quello di trasmettere l’amore e la passione per il teatro.
Danny Albanese

Ha studiato “Multimedialità e Discipline dell’Arte, della Musica e dello Spettacolo” presso l’Univeristà degli Studi di Torino.
Autore, regista ed attore, cantante e ballerino nella associazione Enjoy.
Ideatore e direttore artistico del concorso Enjoy: Open Stage, rivolto ad artisti emergenti.
Organizzatore e direttore artistico della rassegna teatrale per compagnie amatoriali Enjoy: Vibrazioni.
Membro del cast di Commedia dell’Arte (maschera dello Zanni) nella rappresentativa italiana all’interno del circuito internazionale “Brouhaha Festival“, ha partecipato al Festival di Liverpool, al Carnevale di Edimburgo, al Carnevale di Toulouse e ad altri progetti internazionali promossi dall’UE.
Nel biennio 2018/20, nell’ambito di un progetto congiunto con le rappresentative di Ungheria, Sud Africa, Paesi Bassi e Portogallo e promosso dall’UE, parteciperà a rassegne internazionali a Cape Town, Budapest e Lisbona.
Vincitore del premio “Miglior Attore” nella rassegna “Un Bosconero pieno di luci” di Bosconero, nel 2015.
Vincitore del primo premio “Categoria Inediti” al concorso canoro nazionale “Yes We Sing” nel 2013.
Premi “Un PO di Teatro 2018″
Il 24 Giugno 2018, presso il teatro “Pavarotti” di Leinì, sono stati proclamati i vincitori delle 4 categorie in concorso.
Vincitore del premio nella categoria: Miglior Spettacolo:
CREDOINUNSOLODIO
Compagnia: Spasso Carrabile
Regia: Matteo Campagnoli
Per l’altissima qualità recitativa, tecnica e interpretativa di tutto il cast artistico, valorizzata da una regia attenta ai dettagli e all’efficacia delle scene;
per la profondità e l’imparzialità dimostrata nell’affrontare una tematica importante e ricca di spunti di riflessione, senza scadere mai nel banale o nel cliché;
per la capacità di tenere alta l’attenzione del pubblico, a dispetto della serietà degli argomenti, attraverso un’intensità emotiva che arriva dritta allo spettatore come un pugno nello stomaco.
Vincitrice del premio nella categoria: Miglior Attrice
Miriam Giacopinelli
Ruolo: Lady Bracknell
Spettacolo: L’importanza di chiamarsi Ernest
Compagnia: TIB – Teatro in bottiglia
Per la verve brillante e la notevole presenza scenica che ha reso il suo ruolo un efficace motore di meccanismi comici, sapientemente equilibrato in un cast di eccellenti colleghe e colleghi.
Per aver interpretato con giovanile baldanza e sensibilità contemporanea la parte di “nobildonna matura” rendendo così memorabile la sua Lady Bracknell, degna di stare a pieno titolo nella galleria delle interpreti del ruolo custodite tra i tesori della nostra memoria.
Vincitore del premio nella categoria: Miglior Attore
Daniele Ribuoli
Ruolo: Il Contadino e Michel
Spettacolo: Mele per Eva
Compagnia: Compagnia dell’Ambra, Associazione “I Pochi”
In questo spettacolo fresco e frizzante, gli interpreti mettono a frutto le loro capacità e gli insegnamenti acquisiti presso la scuola “I Pochi”.
Tra di loro spicca Daniele Ribuoli che si cimenta con ottimi risultati in due personaggi, riuscendo a differenziare le caratteristiche di entrambi con quella naturalezza che presuppone una notevole tecnica attoriale.
Vincitore del premio nella categoria: Miglior Regia
Pietro Panarelli
Spettacolo: WednesDay’s Family
Compagnia: Teat-Rino
Per l’orchestrazione molto ben curata di scena e controscena, in grado di valorizzare una pluralità d’azione frizzante e mai caotica;
per la meticolosa coreografia dei movimenti scenici dei singoli e d’ensemble, ugualmente impeccabile nei momenti recitati, come in quelli danzati;
per l’azzeccatissima scelta delle intenzioni dei personaggi, dei tempi comici e la messa in scena, sempre dettagliata e deliziosamente precisa.
Menzione speciale della giuria per: Miglior testo originale
Tiziano Gamba
Spettacolo: Intoppi dei massimi sistemi
Compagnia: Pratica-mente
I massimi sistemi portati in scena da Tiziano Gamba sono organizzazioni politiche e statali teoricamente perfette. Purtroppo non tengono conto delle esigenze e delle inclinazioni degli uomini e delle donne che ne fanno parte.
E così la perfezione si sgretola ad un occhio esterno che ne coglie contraddizioni e incongruenze, e ne mette in evidenza il lato grottesco e comico.
Menzione speciale della giuria per: Migliori costumi alla compagnia Teat-Rino
Spettacolo: WednesDay’s Family
Regia: Pietro Panarelli
L’argomento del musical “WednesDay’s Family” si presta alla fantasia e alla bizzarria; la compagnia Teat-Rino è riuscita a caratterizzare ogni personaggio della famiglia Adams anche con i costumi, restando fedele alla loro immagine tradizionale senza rinunciare ad un pizzico di follia.
Menzione speciale della giuria per: Valorizzazione del dialetto
Maria Rosa Gaiero
Autrice di: La locanda del glicine in fiore
Compagnia: Volta Rossa
Regia: Maria Rosa Gaiero
Per la scrittura di una divertente commedia che, anche se ambientata in una locanda, rappresenta lo spaccato di una intera comunità di un piccolo comune rurale;
per l’uso sapiente e scanzonato del dialetto, usato come lingua d’arte.
Menzione speciale della giuria per : La scenografia e gli effetti speciali
C’era l’acca
Spettacolo: Spirito allegro
Regia: Toni Mazzara
Per l’accurata ricostruzione degli ambienti tipici della borghesia inglese: eleganti e un po’ “snob” e, soprattutto, per gli spettacolari effetti “poltergeist” del loro “Spirito Allegro”.
Premio speciale: TEATRO AMATORIALE LEINI’ 2018
Anna Iemma e Nazzarena Migliarese
Spettacolo: Una Scarpa per sognare
Compagnia: In Volo
Regia: Anna Iemma
Per la scelta di raccontare la storia di una fabbrica di scarpe in difficoltà economiche, dei tanti tentativi fatti per farla sopravvivere, degli scioperi e dell’occupazione per scongiurare che la produzione venga dismessa o delocalizzata, di tanti operai e lavoratori che rischiano di perdere il lavoro, e con esso, la sicurezza economica e spesso anche il principale mezzo di sostentamento.
Una storia simile a Lenì la conosciamo molto bene. Anche a Leinì una grande e prestigiosa fabbrica di calzature rischiava di chiudere.
Ci auguriamo che il lieto fine di “una scarpa per sognare” sia di buon auspicio per tutti quei casi analoghi, e non solo di fabbriche di scarpe, che ci sono a Leinì e in altri comuni vicini.









