Il Bando
Il Comitato Regionale della FITA Piemonte organizza per l’anno 2019 la quarta edizione del premio “Un PO di Teatro“
Il concorso è riservato alle compagnie iscritte alla FITA operanti in Piemonte.
Gli spettacoli possono essere in italiano oppure in vernacolo e devono avere una durata minima di 70 minui.
Le compagnie che intendono iscriversi devono indicare almeno una rappresentazione dello spettacolo compresa tra il 20/02/2019 e il 20/07/2019 a cui i giurati della commissione possono assistere.
Nel caso in cui due o più spettacoli si tengano contemporaneamente, o di impossibilità di qualcuno della giuria ad assistervi direttamente, i giurati baseranno il proprio giudizio sulla la visione del filmato dello spettacolo che le compagnie forniranno all’atto dell’iscrizione o comunque prima del 20/07/2019.
Sono previsti 6 premi: Miglior Scenografia, Migliori Costumi, Miglior Regia, Miglior Attore, Migliore Attrice, Miglior Spettacolo
I vincitori di ognuna della categorie riceveranno un trofeo offerto da FITA Piemonte.
Il vincitore del premio come migliore spettacolo riceverà anche un premio di 400,00 Euro e rappresenterà il Piemonte al Gran Premio del Teatro Amatoriale 2020, concorso indetto da FITA a livello nazionale a cui accedono gli spettacoli vincitori delle varie rassegne organizzate dalle sedi regionali di FITA.
Entro la fine del mese di Luglio, saranno pubblicate le “nominations”, vale a dire i primi 3 classificati in ognuna delle categorie che saranno premiate.
La consegna del premio un PO di Teatro 2019 avverrà nel mese di Settembre o di Ottobre. Data e luogo precisi verranno comunicati prima possibile.
Tutte le compagnie associate alla FITA sono invitate ad intervenire.
Le compagnie che hanno partecipato al concorso non sono solo invitate a presenziare alla serata, ma anche a parteciparvi attivamente rappresentando una piccola scena (5 min. circa) tratta dello spettacolo in concorso o da un altro un altro spettacolo a loro scelta.
Qualora fosse prevista una base o un sottofondo musicale, il file audio deve essere fornito su CD o chiavetta USB che verrà restituito alla fine della serata. Non potranno invece essere usate scenografie.
Le compagnie partecipanti
Arcoderivati

Titolo: Le Serve
Autore : Jean Genet
Regia : Sergio Danzi
Note sull’opera
Le serve è un atto unico scritto nel 1946 da Jean Genet.
È una commedia liberamente ispirata a un fatto di cronaca realmente accaduto nel febbraio del 1933 a Le Mans, in Francia e, quindi, per questo, tragica e violenta.
Due sorelle, Chiara e Solange, vivono da sempre la loro soffocante e frustrante esistenza al servizio della Signora, per la quale provano sentimenti di amore e odio. Ogni sera, quando “Madame” non è in casa, allestiscono un ossessivo teatrino in cui indossano le toelette della padrona e perpetuano un gioco di ruolo “padrona-serva”, una sorta di rito che termina semprecon l’uccisione della signora.
Come spesso accade nelle migliori favole noir, realtà e finzione finiscono per confondersi fino all’amplificazione del delirio nel quale diventa difficile distinguere vittime e carnefici.
Due sorelle prigioniere del loro ruolo violento, un mostro a due teste che si contorce per sopprimere l’altra parte di se stesso. Uno straordinario esempio di continuo ribaltamento fra essere e apparire, fra immaginario e realtà», con queste parole Jean-Paul Sartre descriveva Le serve (Les bonnes) di Jean Genet.
Personaggi e interpreti
Chiara – Giada Dovico
Solange – Manuela Parola
La Signora – Eleonora Bombino
Allestimento scenografia e abiti di scena – Ileana Spalla
Note di regia
La sfida registica è consistita nell’impiego in toto del testo originale, senza omettere nulla, mantenendo il linguaggio dello stesso Genet, anche se spesso eccessivamente ricercato, riconoscendo nell’uso di parole scelte con cura la forza di questo testo.
Gatto In Tasca

Titolo: Nozze Spagnole
Autore : Debora Benincasa (su soggetto di Ezio Sega)
Regia : Amedeo Anfuso
Note sull’opera
Agata e Pablo sono giovani e innamorati; uno splendido matrimonio sembra essere l’unica possibile conclusione della loro storia d’amore.
Potrebbe essere tutto perfetto, manca solo… la benedizione di Gregorio, il papà di Agata. Una commedia brillante in cui i genitori crescono insieme ai figli, durante la folle organizzazione di queste… nozze spagnole!
Personaggi e interpreti
Ezio Sega : Gregorio, papà della sposa
Maurizia Beldì – Nina, mamma della sposa
Giorgia Della Gatta – Agata, la sposa
Luca Pavan – Pablo, lo sposo
Rosalba De Pace – Mariuccia, la zia dello sposo
Umberto Fares – Ippolito, lo zio della sposa
Ludovica Mana – Francesca, amica della sposa
Roberto Mele – Jean Jacques, il wedding planner
Giovanni Lavino – Dumas, assistente del wedding planner
tecnico audio e Luci : Amedeo Anfuso Assistente tecnico : Riccardo Mele
Volta Rossa – Saliceto

Titolo: Le donne al Parlamento
Autore : Libero adattamento dalla commedia di Aristofane
Regia : Maria Rosa Gaiero
Note sull’opera
Nel IV secolo A.C. Atene vive una profonda crisi. Le donne, esasperate dalla corruzione e dal malgoverno degli uomini, decidono in gran segureto, guidate da Prassagora, di acquisire sembianze maschili, di infiltrarsi in massa nel’assemblea cittadina e di far approvare un decreto rivoluzionario che attribuisce loro tutti i poteri.
Il programma di governo prevede una pace stabile, una sana amministrazione del denaro e, soprattutto, la comunione dei beni. Tutti dovranno cedere allo stato ogni avere, vivere in comuninità e svolgere insieme anche le attività private.
I primi problemi nascono quando qualcuno più benestante deve portare in piazza i suoi averi, ma il vero caos si presenta quando anche l’amore viene messo in comunione. Le donne vecchie e brutte reclamano i giovanotti; questi vorrebbero solo fanciulle giovani e belle.
Le liti si fanno aspre e violente, finché Prassagora, delusa e inviperita, abbandona la sua impresa e invita tutti a riprendere i banchetti, balli… e che tutto torni come prima.
Personaggi e interpreti: ARIANNA BAGNASCO, SARA BALOCCO, MARTINA CERRATO, SOFIA DELLA SALE, REBECCA DOTTA, FILIPPO MAGLIANO, ALBERTO VIGLIERCHIO, CHIARA VIGLIERCHIO
Allestimenti e costumi: Giuseppina Boffano, Grazia Antiga, Paola Badano, Natalino Rubino, Flavio Dotta, Beppino Biale
Luci e Suoni: Giorgio Magliano
Note di regia
Aristofane conclude la sua commedia lasciando l’amaro in bocca, dopo aver coperto di ridicolo il sesso femminile ed aver dimostrato che il comunismo dei beni resterà sempre e solo un’utopia.
La nostra regia prevede un finale di speranza, dove le donne, ancora oggi penalizzate e svantaggiate in ogni ambito sociale, continuano la loro battaglia e concludono, fuori da ogni retorica, che tutti devono lottare per abbattere i muri dell’ignoranza e del classismo perché solo donne libere potranno creare uomini liberi.
La commedia ha subito lievi ritocchi e qualche adattamento linguistico laddove le espressioni erano difficili o scurrili e inadeguate al nostro programma. Limitatamente alle possibilità, scenografie, costumi, luci e musiche sono state scelte per adaatrsi all’epoca e all’ambiente.
Esperimenti teatrali

Titolo: Da giovedì a giovedì
Autore : Aldo De Benedetti
Regia : Mauro Stante
Note sull’opera
Paolo è un avvocato molto impegnato nel suo lavoro ma poco attento alle necessità di sua moglie. È come tanti mariti: affezionato ma superficiale.
Adriana è una donna passionale ma stanca di un marito che la trascura e così si consola andando al cinema e sognando le emozioni di un amore travolgente.
A frenare il suo romanticismo ci pensa mamma Letizia col suo cinismo di donna moderna, stravagante e piena di vitalità. Una sera, Paolo, avendo perduto il treno, rientra e scopre Adriana sola, abbandonata sul divano davanti ad una lampada accesa, come se stesse aspettando qualcuno. Lo strano comportamento lo insospettisce al punto di assumere degli investigatori privati per far seguire la moglie per una settimana intera, da giovedì a giovedì.
Si scoprirà qualcosa? Non è un giallo ma è meglio lasciare allo spettatore il piacere di godersi lo sviluppo dello spettacolo.
Personaggi e interpreti
Paolo Guarnieri – Franco Miele
Adriana, sua moglie – Paola Malanetto
Letizia, mamma di Adriana – Maria Grazia Pezzetto
Adele, cameriera – Tony Iezzi
Felice Trombi – Stefano Reginato
Tito Lami – Enrico Faletti
TECNICO: Valentina Bosa
TRUCCO-PARRUCCO: Elisa Bernardi Ghisla
Note di regia
Aldo De Benedetti (1892-1970) fu attivo dalla fine degli anni ’20 fino alla morte sia come drammaturgo sia come sceneggiatore di film del periodo dei “telefoni bianchi”.
Poiché ebreo, dopo la promulgazione delle leggi razziali, gli fu concesso di continuare a lavorare ma dovette firmare le sue opere con pseudonimi.
Uno dei suoi lavori più noto e rappresentato (non solo in Italia) è Due dozzine di rose scarlatte scritto per Vittorio De Sica nel 1936.
Compagnia dell’Ambra – I Pochi

Titolo: Parenti Serpenti
Autore : Carmine Amoroso
Regia : Daniela Tusa
Note sull’opera
Il film diretto nel 1992 da Mario Monicelli con la sceneggiatura di Carmine Amoroso è una commedia dai toni amari che racconta di quanto l’ipocrisia nelle relazioni familiari possa trasformarsi, una volta cadute le maschere, in malvagità spietata.
È un Natale in famiglia, i due anziani genitori ospitano nella loro modesta abitazione, i figli con i rispettivi consorti per le festività. L’atmosfera in casa è felice, la tenerezza e la cordialità creano situazioni piacevoli: si scherza, si gioca, si spettegola ma tutto entro i limiti tollerabili e apparentemente innocui. L’anziana madre, vero capofamiglia, incoraggiata da questo clima amabile decide di annunciare ai suoi la decisione presa insieme al marito: data la veneranda età e rifiutando l’ipotesi dell’ospizio, chiedono di essere ospitati fino all’ultimo giorno della loro vita da uno qualsiasi dei loro figli, questi saranno liberi di valutare e scegliere chi di loro si accollerà l’onere di assistere i due vecchi. Come una bomba ad orologeria, l’autore fa virare i toni della commedia da corale a nera e grottesca con dialoghi da cui emerge il sarcasmo, il rancore, la rabbia, l’egoismo e il materialismo esasperato di figli e cognati che divampa, in pochi istanti, in una violenza inaudita fino alla soluzione finale drastica e di non ritorno.
Personaggi e interpreti
Silvia Pivotto – Giancarlo Guazzotti – Alida Ciotti – Marcello Barbera – Sara Amodio – Claudio Notti – Fabrizio Odicino – Andrea De Luca – Lodovica Reggio e Michele Nicoletta Levcenco
Assistente alla regia : Valter Nicoletta
Assistente di scena : Svetlana Levcenco
Scenografia : Gianni Trinchieri
Musica : Andrea Negruzzo
Compagnia Teatrale Borgonuovo

Titolo: Serata Omicidio
Autore : Giuseppe Sorgi
Note sull’opera
Angela, reduce da un trasloco nel nuovo appartamento, in compagnia dell’amica del cuore Emma, riceverà visite improvvise di strani personaggi, a seguito di uno strano annuncio, pubblicato sui media, che indica casa sua come il luogo dove avverrà un misterioso omicidio.
I personaggi, ambigui e bizzarri, che si presenteranno a casa sua, cercando di risolvere l’enigma nel quale saranno coinvolti, esterneranno le loro nevrosi e le loro manie.
Il finale sarà, ovviamente, inaspettato e sorprendente.
Personaggi e interpreti
Silvia Zappitelli – Angela
Paola Debernardi – Emma
Rosalba Mandalà – Terry
Marina Cicchelli – Alessandra
Donatella Gindri – Edna
Gian Paolo di Vià – Giovanni
Tecnico Luci e suoni : Giacomo Ferri
Compagnia Carovana – La Bohème

Titolo: Chicago by Night
Autore : Sebastiano Marano
Regia : Sebastiano Marano
Note sull’opera
Siamo negli Anni Trenta: il mondo del varietà acclama la grande cantante Velma Kelly, finita in carcere per duplice omicidio.
Roxie Hart, stanca della vita monotona con il marito Amos, uccide a sangue freddo il suo amante che le aveva promesso il successo nel mondo dello showbuisness.
Le due donne si incontreranno in carcere, tra altre assassine e la carceriera Mama Morten, per contendersi l’attenzione della stampa e dell’avvocato di entrambe, Billy Flynn.
Da questo momento, dimenticatevi “la Legge è uguale per tutti”.
I Bohèmiennes affrontano un musical leggendario e particolarmente complesso, ricco di coreografie e canzoni intramontabili completamente tradotte in italiano.
Anche se non è facile districarsi tra la realtà raccontata in scena e ciò che le protagoniste, assetate di successo e fama, semplicemente immaginano, è sicuro che il pubblico in sala si infiammerà con loro e non potrà fare a meno di cantare ALL THAT JAZZ!!”
Personaggi e interpreti
CAST
Luisa Rumolo – Roxie Hart
Cristina Musu – Velma Kelly
Sebastiano Marano – Billy Flynn
Donatella Demarco – Mama Morten
Andrea Dho – Amos Hart
Paolo Chiarinotti – MC Presentatore
Alessandro Falzea – Miss Sunshine
Nicoletta Montibelli – Liz
Alice Pellegrino – Annie
Evelyn Belotti – June
Chiara Crocco – Hunyak
Daniela Doda – Mona
Michele Benavoli – Fred Casely
Angelica Barbaglia – Kitty
Mariateresa Iadarola – Giudice
Simone Sandon – Sergente Fogarty
Maurizio Cerutti – Avvocato
Riccardo Colombo – Fotografo
Rachele Cortesi – Giornalista
Francesca Salina – Giornalista
Ilaria Cerutti – Giornalista
Regia e Coreografie: Sebastiano Marano
Aiuto Regia: Paolo Chiarinotti
Scenografia: Andrea Dho
Luci: Davide Tricarico
Basi Musicali: Alberto Oleggini
Audio: Aldo Vellati
Compagnia di prosa di Quattordio

Titolo: L’uomo, la bestia e la virtù
Autore : Luigi Pirandello
Regia : Gianfranco Trusiano
Personaggi e interpreti
Fiorenzo Fiori – IL TRASPARENTE SIGNOR PAOLINO (professore privato)
Maria Luisa Mascolo – LA VIRTUOSA SIGNORA PERELLA (moglie del capitano Perella)
Giuseppe Bona – IL CAPITANO PERELLA
Alberto Sillano – NONÓ (figlio di Perella)
Beppe Ercole – IL DOTTOR NINO PULEJO
Piero Mondo – IL SIGNOR TOTÓ (farmacista)
Corinna Lesca – ROSARIA (governante del signor Paolino)
Martina Polato – SCOLARO
Aziz Ait Ba – SCOLARO
Fiorenza Alineri – SCOLARO (domestica di casa Parella)
Corrado Trusiano – UN MARINAIO
Assistente alla regia : Mario Mortara
Scenografie: FIORENZO FIORI
LAPS – Siparietto

Titolo: Colpo di fulmine
Autore : Marco Governali
Regia : Matteo Governali
Note sull’opera
Commedia brillante in 2 atti.
Un modesto hotel di montagna fa da sfondo a degli intrighi amorosi poco chiari…
ma un fantasma burlone manda a monte tutti i piani dei protagonisti della storia, salvandoli da una situazione paradossale
Personaggi e interpreti
CAST
Francesco Zavarise, Maria Sparacino, Gianmaria Celoria, Laura Meneghetti, Donatella Pinotti, Maria Gabriella Martinotti, Diego Gigliotti,
Maria Luisa Giubassi
Tecnici Audio e Luci: Roberto D’Alessandro e Daniele Puzzo
Associazione Teatrale “C’era l’acca”

Titolo: I Ragazzi Irresistibili
Autore : Neil Simon
Regia : Toni Mazzara
Note sull’opera
Una celebre coppia di comici, dopo 43 anni di onorata carriera e 11 anni di inattività si ritrova in occasione di uno show televisivo che li vuole celebrare come star del varietà.
Il tentativo di “reunion” però non è facile: le invidie, gli antichi dissapori, le nevrosi che hanno portato i due ad evitarsi accuratamente da quando la coppia si è sciolta, riaffiorano senza pietà, rendendo la prova del loro “cavallo di battaglia” un vero disastro.
Personaggi e interpreti
Willie Clark: : FILIPPO SPATOLA
Al Lewis: : ROBERTO BOGGIO
Ben Silverman: : MARCO BOLAZZI
Miss Golden: : ERICA VERZOTTI
Odessa O’Neill: : DILVA ROSSI
Voce fuori campo: : GINO CINOTTI
Consulenza Musicale, Luci e Audio : GINO CINOTTI
Logistica : Dilva Rossi
Note di regia
Scritto nel 1973 dal grande commediografo Neil Simon, recentemente scomparso, “I ragazzi irresistibili” ha trovato nel 1975 la via del grande schermo con Walter Matthau e George Burns, in un film che ebbe un successo strepitoso.
Il motivo di questo trionfo sta probabilmente nella sapiente miscela tra i valori comici del varietà e i sentimenti di poetica nostalgia, che portano lo spettatore a ridere e commuoversi, spesso quasi contemporaneamente.Una nuova sfida per i “C’era l’Acca” che, indagando i comportamenti e le reazioni dei due anziani Willy e Al, si trova ad affrontare temi universali come la paura della morte o dell’oblio, ma che orgogliosamente sfida, con le armi che ha sempre utilizzato: il sarcasmo, l’ironia, la battuta al vetriolo.
Compagnia “Via Le sedie”

Titolo: EUPHÒRIA
Autore : Francesco Varano
Regia : Francesco Varano
Note sull’opera
Europa, anni Venti. La storia di “Euphòria” ha inizio in un porto. Il Transatlantico ATLAS è pronto per il suo ultimo viaggio.
Molte sono le voci che serpeggiano tra la stiva e la prima classe, tra umili lavoratori e raffinati passeggeri. Molti i pensieri, i dubbi, i desideri, i sogni.
Una grande festa destinata a mutare, ad evolversi, a trasfigurarsi in molteplici forme fino a generare l’inaspettato, il non voluto, il profondamente sperato. Quindici esseri umani nel bar di un transatlantico e una rivoluzione covata nel silenzio, all’insaputa di tutti.
Euphòria prende vita con un gesto stonato per lasciare libertà all’uomo nei suoi diversi aspetti.
Euphòria è uno spettacolo che parla di Utopia, o meglio di Utopie: Utopie da realizzare. Quanto sei disposto a perdere per conquistare te stesso? Prenderesti davvero il biglietto dell’unica nave che può portarti alla libertà? Sei pronto ad uscire dalla gabbia e a solcare il mare aperto?
Personaggi e interpreti
Elizabeth Overlock, (la bibliotecaria) – Laura Abbà
Manfred Von Allenstein, (l’orologiaio) – Lorenzo Albrile
Patrizia Palermo, (la mercante d’arte) – Elisa Benedetto
Alon Bartel, (il bombarolo) – Federico Clerico
Nora Winter, (la governante) – Chiara D’Ingeo
Primrose Alba, (la fioraia) – Valeria Finelli
Eva Ribero, (la barista) – Matilde Frignani
Suzanne Ifigenia Xavier, (il manutentore) – Ilaria Fucale
Guglielmo Bentivoglio-Streseman, (il direttore d’orchestra) – Amedeo Mandrone
Babette Moreau, (la cuoca) – Maria Cristina Manzon
Liv Hus Aska, (La piromane) – Alessandra Minchillo
Gerta Von Allason, (l’armatrice) – Valentina Monateri
Margherita Hall, (la giornalista) – Chiara Morra
Alice Helmway, (la pescatrice) – Marta Romagnoli
Bogarda Zigger, (la dog sitter) – Maria Novella Tavano
Coreografie: Chiara D’Ingeo
ACTOR COACH: Anna Radici
GRAFICA: Ilaria Fucale TRUCCO: Rosanna Curci
SCENOGRAFIE: Sara Zecchino
SUONO: Pietro Zafarana
Note di regia
Quindici personaggi, o meglio 15 esseri umani, muovono i propri passi nel lussuoso bar di un transatlantico dalla storia gloriosa. Il luogo in cui è vissuta la vicenda è tanto specifico quanto metaforico; la solida certezza della nave, infatti, si ridimensiona drasticamente se immaginata nell’immensità blu del mare che sta solcando. Il viaggio per mare è un retaggio umano che si carica di volta in volta di molteplici significati: la paura, il desiderio, il passaggio.
Quella del mare, il “luogo/non luogo” per eccellenza, è un’idea che ritorna continuamente nel corso dello spettacolo rievocando ogni volta la possibilità di essere contemporaneamente ovunque e da nessuna parte.
Un po’ come l’Utopia, dappertutto e da nessuna parte. Ma a questo verremo più tardi.
Immaginate 15 esseri umani tra i più vari; ognuno di essi sta saldamente aggrappato alla propria vita, poco importa che si tratti di una “bella vita” o di una “brutta vita”, a nessuno di loro sembra davvero importare.
Invece no. Uno di loro medita, ormai da molto tempo, nella sua mente e nel suo cuore, il cambiamento.
Il cambiamento in meglio, per sé e per tutti gli altri. L’Utopia. Il momento è maturo.
Lo sparo.
Le reazioni sono diverse, diversi gli stati d’animo. L’unica costante, paradossalmente, è l’extra-ordinarietà di quello che sta accadendo.
Il placido quotidiano abdica in favore della speranza e del libero arbitrio. Ognuno ha finalmente l’occasione di scegliere. Scegliere, però, è un dolce e succoso frutto che bisogna saper cogliere, e non è detto che tutti ne siano in grado.
I temi da cui muove questo spettacolo sono dunque Utopia e Libero Arbitrio.
La scelta di ambientare la vicenda in un preciso momento storico, gli anni ’20 del Novecento, non è tesa a raccontare fatti storicamente verosimili, ma è pregna di significato se letta con gli occhi dell’oggi considerando che di lì a poco si sarebbe giunti alla Seconda Guerra Mondiale, il punto di non ritorno.
Euphòria è uno spettacolo in cui il Teatro si intreccia con la Musica, la Danza e le Arti Figurative.
Nel dare vita all’Utopia, i 15 protagonisti prestano il loro corpo ad alcune tra le più celebri opere d’Arte che la mano dell’uomo abbia creato: dalla “Pietà” di Michelangelo Buonarroti, alla “Danza” di Henri Matisse, alla “Zattera della Medusa” di Théodore Géricault, riportati in vita come veri e propri “tableau vivants”.
Via le Sedie si è dunque messa alla ricerca dell’Utopia, trovandola, non senza un certo stupore, più vicina del previsto: è la Costituzione Italiana l’Utopia perfetta.
Fuori di quinta

Titolo: Torno a vivere da… me (se mi riesce)
Autore : Desy Icardi
Regia : Valter Contiero
Note sull’opera
Loredana e Gianluigi non si conoscono, ma hanno qualcosa in comune: entrambi sono stati lasciati dal coniuge, e non sanno dove andare ad abitare. I due attempati “single di ritorno” decidono di trasferirsi a casa dei rispettivi figli, ormai trentenni e ancora single. Loredana e Gianluigi ignorano è che i loro figli, Lisa e Luca, sono in realtà fidanzati e hanno da poco iniziato a convivere.
Dopo aver sabotato la convivenza dei due giovani, Loredana riesce a insediarsi nell’appartamento della figlia, mentre Gianluigi si ritrova a coabitare col figlio.
Al dischiudersi del sipario sono ormai trascorsi cinque anni, e Luca e Lisa stanno finalmente per convolare a giuste, seppur tardive, nozze. Questa volta però i due pestiferi consuoceri non cercano di mettergli i bastoni tra le ruote ma, anzi, già pregustano l’istante in cui resteranno soli, ognuno nel proprio appartamento.
Purtroppo, proprio il giorno delle nozze dei loro figli, qualcosa va storto ed entrambi si ritrovano senza il becco di un quattrino.
“Torno a vivere da… me!” è una scoppiettante carrellata di personaggi grotteschi, una sequela di eventi buffi e spesso surreali, che non mancano tuttavia di toccare qualche scottante tema di attualità, come il dilagare della ludopatia tra gli anziani, e il precariato giovanile che ormai tanto giovanile non è, visto che anche i precari invecchiano.
Note dell’autrice
Circa sei anni fa, dopo aver assistito alla messa in scena di un mio spettacolo, la compagnia teatrale “Fuori di Quinta” mi chiese di scrivergli una commedia da rappresentare nella nuova stagione. I tempi erano stretti, ma per fortuna da un po’ mi frullava un’idea ispirata dall’infelice uscita dell’ex ministro Padoa Schioppa, che aveva definito i trentenni italiani dei “bamboccioni” incapaci di trovare lavoro e lasciare la casa di mammà.
La dichiarazione, oltre a irritarmi, mi aveva fatto riflettere: in molti casi se i figli esitano a spiccare il volo, la causa sono gli stessi genitori che si ingegnano, con tutti i mezzi, a tarpare le ali ai loro attempati pulcini. Immaginai così una storia nella quale i figli cercavano la propria indipendenza, mentre i genitori, tornati single, tentavano di ripiombare nelle loro vite, nonché nelle loro case. Nacque così la commedia “Vengo a vivere da te”, un carosello scenico di malintesi, gag, scambi di persone e di camere da letto.
Un po’ per il successo ottenuto, un po’ perché ai personaggi ci si affeziona, a distanza di circa sei anni i “Fuori di quinta” mi hanno commissionato un’altra commedia che, pur indipendente dalla prima, ne fosse l’ideale continuazione.
Se in “Vengo a vivere da te” tutti cercavano di andare ad abitare con qualcun altro, nel sequel intitolato “Torno a vivere da… me!” ogni personaggio cerca di recuperare la propria indipendenza; cosa più facile a dirsi che a farsi. Sono impaziente di rivedere la nevrotica Loredana, l’irritante Gianluigi e l’imbranato Luca, alle prese con situazioni inedite e, soprattutto, comiche.
Come dicevo qualche riga fa, ai personaggi ci si affeziona.
Desy Icardi
Personaggi e interpreti
Loredana : Loredana Isoldi
Gianluigi : Gaetano Di Natale
Luca : Enrico Bossotto
Ofelia : Federica Bergamini
Olga : Alessanfdra Macagno
Palmira : Jessica Visconti
Don Palmiro : Alberto Pellitteri
Clara : Susanna Nuti
Ramòn : Sergio Di Grado
Scenografia : Francesco Ramundo
Audio e Luci : Alberto Toscano
TIB – Teatro in bottiglia

Titolo: HATIKVA _ speranza
Autore : Francesca Monte
Regia : Francesca Monte
Note sull’opera
L’opera è del genere storico-drammatico e tratta del tema dei pogrom dei cristiani nei confronti degli ebrei che si sono consumati nel corso del XVII sec.
In una sera di Purim, la festa ebraica delle maschere in cui si celebra uno scampato pericolo, un taverniere affranto e disilluso chiede a tre attori di inscenare un processo contro Dio, come ultimo, estremo gesto di fede nei confronti di un Padre che non può più riconoscere come amorevole e misericordioso.
Da questa insolita celebrazione scaturiranno audaci riflessioni sul rapporto tra uomo e Dio: momenti di profonda consapevolezza interrotti da segnali portati dall’esterno di un pericolo di morte imminente.
Un sublime violino Klezmer (la musica tradizionale ebraica) scandisce il ritmo e le fasi della rappresentazione.
Personaggi e interpreti
NARRATORE – Niccolò L’arco
MENDEL – Miriam Giacopinelli
AVREMEL – Letizia Selleri
YANKEL – Damiano Selleri
BERISH – Andrea Bruna
MARIA – Sara Cavaglion
POPE – Michele Gerboni
HANNAH – Francesca Monte
SAM Alice – Casales
VIOLINISTA – Carla Buchman
Note di regia§
La vicenda narrata nello spettacolo, pur ambientata in altra epoca, vuole richiamare lo sterminio dei campi di concentramento. Il parallelismo è reso evidente con i due monologhi, iniziale e finale, in cui un narratore esterno alla vicenda introduce e contestualizza i temi affrontati nello spettacolo.
La scenografia dello spettacolo è essenziale, una locanda con pochi tavoli e poche sedie. I costumi riprendono gli abiti tradizionali della metà del XVII secolo, con la particolarità che i tre attori portano al collo o indossano delle maschere che diventano protagoniste non solo nei momenti più leggeri di gioco tra gli attori, ma anche come simbolo della loro vita, in cui ognuno recita una parte molto più grave e difficile.
Gruppo Arte E Cultura

Titolo: Attori e malfattori
Autore : Ernesto Mangano e Rodolfo Torrisi
Regia : Simonetta Sola
Note sull’opera
La Direttrice di un carcere modello affida la realizzazione di un ambizioso progetto rieducativo ad una regista teatrale, “armata di buona volontà e spirito umanitario”.
Ai provini vengono scelti cinque detenuti: Corrado e Nicola, tra cui non corre buon sangue, Italo, frizzante extracomunitario, il silenzioso Volume e l’assente Manlio.
La regista è una che ci sa fare e i detenuti, inizialmente interessati esclusivamente allo sconto di pena previsto dal progetto, pian piano si appassionano alle prove.
Nonostante le intemperanze dell’agente Apicella e le temute incursioni di Suor Alfia, accompagnata da Suor Cirina e Suor Filadelfa, arriva il gran giorno dello spettacolo…
Personaggi e interpreti
In ordine di apparizione
Narratrice – Virginia Cassetti
Direttrice – Dolma Dragonero
Regista – Alessandra Lepore
Marcella Apicella – Mariella Vanino
Nicola – Daniele Benvenga
Italo – Simone Ricci
Corrado – Lorenzo De Pasquale
Volume – Agostino Crivellaro
Suor Alfia – Marina Camattari
Suor Cirina – Terry Cossarutto
Suor Filadelfa – Stefania Gagliardi
Manlio – …
SCENOGRAFIE: Laura Lepore
ORGANIZZAZIONE: Daniele Benvenga
Associazione culturale Teat-Rino

Titolo: BAR #BisognaAdattarsiRigorosamente
Autore : Pietro Panarelli
Regia : Pietro Panarelli
Note sull’opera
un misterioso uomo siede sempre allo stesso tavolo di un bar, pronto ad esaudire i più grandi desideri di otto visitatori. Questi, in cambio, devono svolgere un compito.
Nessun compito tra quelli che l’uomo va ad assegnare è impossibile, ma quasi ognuna delle sue richieste implica di andare contro tutti i principi etici e morali.
Al poliziotto Ettore, che ha bisogno di ritrovare il denaro sottratto in una rapina, viene chiesto di pestare a sangue una persona qualunque.
Alla suora Chiara, che ha perso la fede e vuole disperatamente ritrovarla, viene chiesto di rimanere incinta.
Al meccanico Odoacre, in cambio di una notte di sesso con una ragazza copertina, viene chiesto di proteggere una bambina.
Ad un uomo viene chiesto di uccidere proprio quella bambina per salvare la vita al figlio gravemente malato
L’anziana Marcella, in cambio della guarigione del marito affetto da Alzheimer, deve perpetrare una strage in un luogo affollato con un ordigno da lei costruito.
La giovane Martina deve compiere una rapina per un valore esatto di 100.00 euro e 5 centesimi per diventare più bella.
Se Fulvia vuole riacquistare la vista, deve violentare una donna.
Azzurra deve far in modo di distruggere una coppia, se vuole che suo marito torni ad innamorarsi di lei.
La giovane spacciatrice Alessandra (autrice della rapina di cui il poliziotto cerca la refurtiva) entra come per scherzo in questo mondo e chiede al misterioso uomo che suo padre (Ettore) la lasci in pace e smetta di cercarla.
Come un gioco ad incastri, le vite di tutti i presenti si intrecciano portandoli talvolta ad aiutarsi, talvolta a combattersi.
Nessuno saprà perché l’uomo misterioso li sta spingendo ad agire in quel modo.
Personaggi e interpreti
– Mirko Di Blasi
– Carlo Di Santo
– Veronica Zaccone
– Melissa Di Candia
– Paolo Silvano
– Vanessa Demaria
– Giovanna Zaccone
– Daniela Beria
– Daniela Dornetto
– Paola Ferro
– Michela Guaraglia
– Maria Greco
La giuria
Roberto Mele

Tecnico informatico.Dopo una breve esperienze nella redazione di una TV privata, come hobby ha scelto il teatro.
Si è cimentato nella stesura di testi teatrali e nella regia, per approdare al ruolo al lui meno consono, quello dell’attore; da anni recita infatti con la compagnia “Gatto in tasca”.
Anna Radici

Nel 1976 ha cominciato a lavorare come speaker nelle prime radio libere di Torino.
Nel 1979 ho conseguito il diploma di attrice presso l’accademia Raul Grassilli del Teatro Nuovo di Torino. Proprio in queste vesti può vantare, tra le altre, esperienze con la compagnia teatrale di Gipo Farassino, con Il Gruppo della Rocca e con Franco Passatore presso il Teatro Stabile di Torino.
Degne di nota, nel 1991 la sua interpretazione di Lady Macbeth nel Macbeth di Jonesco per la regia di Dino Desiata e quella del 1992 in Concilio d’Amore di Oskar
Parallelamente all’attività teatrale ha sempre lavorato come doppiatrice, conduttrice radiofonica per Radio Rai e, da qualche anno, si è dedicata anche alla regia.
Nel 2012 ha messo in scena un proprio lavoro di prosa e danza intitolato “Donne dagli occhi grandi”, liberamente tratto dall’omonimo romanzo di Angeles Mastretta.
Nel 2017 ha scritto “Légàmi” che ha portato in scena insieme alla compagnia “Via le Sedie”.
Pietro Caccavo

Professore e giornalista, si occupa di spettacolo e cultura per il settimanale diocesano “La Voce e Il Tempo” ed altre testate.
È stato per più di tre lustri nella redazione di un importante sito web di informazione cinematografica.
Organizzatore teatrale e direttore artistico di cineforum, nel tempo libero legge, vede film, va a teatro, ascolta musica e mangia gelato.
Titti Soffiantino

Dopo l’istituto d’arte di stile, moda e costume, inizia a lavorare con la stilista Milena Francesio.
Si laurea in Storia dell’arte indirizzo critica d’arte, con unaa tesi su Leonardo Bistolfi.
Nel 1987 viene assunta nell’agenzia di Armando Testa, dove tutt’ora ricopre la carica di Art director.
Dal 2009 ha intrapreso l’avventura politica con una Lista Civica nel Comune di Corio. Sia nei 5 anni come Consigliere comunale che (dal 2014) come Assessore, si occupa soprattutto di cultura, sport e turismo.
Nel tempo libero (sempre poco) ama leggere, visitare mostre, andare al cinema e a teatro, ascoltare musica.
Michele D’Ingeo

Autore e regista.
Dopo il conseguimento del diploma in scienze ed arti grafiche, si iscrive alla facoltà di architettura frequentando fino al terzo anno.
Dal 1984, quando inizia la libera professione, ad oggi realizza: prima edizione “Non solo moda”, numerosi spot pubblicitari per Rai e Mediaset, cortometraggi, documentari, fiction.
Ha diretto due commedie teatrali: “Innamorarsi a settanta anni” e “Non tutte le corna vengono per nuocere”.
Ultimo lavoro realizzato “Sono le undici di sera”, cortometraggio contro il femminicidio.
Premi “Un PO di Teatro 2019″
Premio Miglior Spettacolo
I ragazzi irresistibili
Compagnia: C’era l’acca
Regia: Toni Mazzara
La consolidata intesa della compagnia si concretizza in una nuova prova che, con solida maestria e naturale brillantezza, esalta uno dei capolavori del teatro di Neil Simon.
Uno spettacolo che con affettuosa eleganza ci porta per mano a seguire da vicino due vecchi leoni del vaudeville.
Premio Miglior Attrice
Giada Dovico e Manuela Parola
Ruolo: Chiara e Solange
Spettacolo: Le Serve
Compagnia: Arcoderivati
Una nomination in coppia a Giada Dovico e Manuela Parola perché i loro ruoli sono inscindibili. Per la loro capacità di essere l’una e l’altra allo stesso tempo; per aver dato vita a due personaggi tra i più difficili da affrontare del teatro moderno; perché, seppur dilettanti, hanno saputo trasformarsi nei personaggi di Genet.
Premio Miglior Attore
Ezio Sega
Ruolo: PAOLINO
Ruolo: GREGORIO
Spettacolo: Nozze Spagnole
Compagnia: Gatto In Tasca
In Nozze Spagnole, Ezio Sega interpreta un padre che non riesce ad accettare che la figlia sia ormai diventata una donna.
Nel suo racconto il matrimonio é una follia, ma a poco a poco i suoi personaggi si materializzano sul palco, grotteschi e improbabili; lo sposo in ciabatte, la figlia immatura, la moglie accondiscendente, il fratello incapace e scroccone…
I suoi toni variano tra il comico ed il drammatico, in alcuni passi addirittura shakespeariano, rendendo un personaggio sfaccettato ma in cui il pubblico si identifica facilmente.
Premio Miglior Regia
Francesco Varano
Spettacolo: EUPHÒRIA
Compagnia: Via Le sedie
A Francesco Varano per la regia di “EUPHÒRIA”, perché ha saputo con eleganza, delicatezza ed energia raccontare l’idea utopica di una società migliore, affrontando uno dei temi più percorsi dalla storia dell’umanità; perché ha dato voce a idee, ha dato vita a immagini iconoclastiche e, insieme a tutta la compagnia “Via le Sedie”, ha saputo dare vita a personaggi pieni di idealismo rivoluzionario.
Premio Miglior scenografia
Andrea Dho
Spettacolo: Chicago
Compagnia: Carovana/La Bohème
Come passare da un fastoso e scintillante locale notturno di una metropoli degli anni “30 ad una tetra prigione cambiando e ruotando pochi elementi di scena?
Chiedetelo ad Andrea Dho che in Chicago riesce mirabilmente nell’impresa.
Una scenografia magnifica e imponente ma che si presta ad essere montata anche su palcoscenici di più modeste dimensioni.
Premio Miglior costumi
Rosanna Curci
Spettacolo: EUPHÓRIA
Compagnia: Via Le sedie
La ricerca attenta dei costumi ha permesso ad EUPHÓRIA di ottenere e trasmettere al pubblico una visione perfettamente collocata negli anni “30, in un iconico richiamo al contesto storico e artistico di quel periodo.
Oltre che i costumi, sono stati molto apprezzati anche il trucco e le acconciature, curati da Rosanna Curci con la collaborazione di tutta la compagnia, ottenendo un perfetto richiamo alle donne di Tamara de Lempicka.
Menzione speciale della giuria:
Alberto Sillano
Ruolo: NENÈ
Spettacolo: L’uomo, la bestia e la virtù
Compagnia: Compagnia di Quattordio
Nonostante la giovanissima età (14 anni) ha dimostrato di saper tenere la scena in maniera impeccabile e di possedere tecnica e capacità di interpretazione.
Menzione speciale della presidenza della FITA Piemonte:
Compagnia Volta Rossa
Spettacolo: Le donne in Parlamento
Regia: Maria Rosa Gaiero
L’etè media degli attori della compagnia non supera i 16 anni. eppure hanno saputo affrontare un classico come “Le donne in parlamento” di Aristofane, capovolgendo il messaggio della commedia originale: “Le donne sannno occuparsi della res publica come e meglio delgi uomini”.




